COS'E' LA REINCARNAZIONE

Alcuni studiosi ritengono che i primi Cristiani credessero nella reincarnazione. I documenti più significativi su cui essi si basano sono alcune affermazioni dei Padri della Chiesa.
Il più esplicito di tutti fu San Girolamo (347-420):
“Non conviene si parli troppo delle rinascite, perché le masse non sono in grado di comprendere”.
Ma, secoli prima, San Giustino, martirizzato nel 165 d.c. affermava:
“Le anime abitano più di una volta in corpi umani, ma se si sono rese indegne di vedere Dio in seguito alle loro azioni durante incarnazioni terrestri, riprendono corpo in animali inferiori”.
Anche un brano delle Confessioni di Sant’Agostino sembra alludere alla reincarnazione:
“La mia infanzia ha forse seguito un’altra mia età, morta prima di essa? Prima di quella vita, o Dio della mia gioia, io esistevo già in qualche altro luogo o altro corpo?”
Ci sono poi poi le famose frasi di Origene (185-254 d.c) uno dei massimi Padri della Chiesa:
“in quanto a sapere perché l’anima ubbidisce talvolta al male, talvolta al bene bisogna cercare le cause in una nascita anteriore alla nascita corporea attuale”.
“Le anime che richiedono i corpi si vestono di essi e, quando queste anime cadute si sono elevate a cose migliori, i loro corpi si annientano ancora una volta. Così le anime svaniscono e riappaiono continuamente”.
“Se l’anima non ha avuto una pre-esistenza perchè alcuni sono ciechi dalla nascita, non avendo peccato, mentre altri nascono senza alcun difetto?”
San Gregorio Nisseno (335-395) affermava:
“È una necessità di natura per l’anima immortale essere guarita e purificata, e quando questa guarigione
non avviene in questa vita, si opera nelle vite future e susseguenti”.
E Sinesio (370-480 d.c) Vescovo di Tolemaide, scriveva:
“E’ possibile, per l’anima immaginativa, grazie al tempo e al lavoro e ad una transizione in altre vite,
emergere da questa oscura dimora”.
IN QUESTA PAGINA:

L'ANIMA DECIDE TUTTO PRIMA DI INCARNARSI

XENOGLOSSIA NEI CASI
DI REINCARNAZIONE

E' POSSIBILE TERMINARE IL CICLO?

STUDI SULLA REINCARNAZIONE

RACCONTI BIBLICI

L'ANIMA PUO' RIFIUTARE?

CONSIDERAZIONI SULLA REINCARNAZIONE

PERCHE' CI REINCARNIAMO?

GLI ANIMALI SI REINCARNANO?

I PERCHE' DELLA REINCARNAZIONE

 MATRIMONI PROGRAMMATI PRIMA?

LA CRESCITA DELLA COSCIENZA

IL MISTERO DELLA REINCARNAZIONE

I VANTAGGI DELLA REINCARNAZIONE

 

PAGINA 1

LE CINQUE FASI DELLA REINCARNAZIONE
L'ANIMA INFANTILE
LE ANIME ADOLESCENTI
L'ANIMA MATURA
L'ANIMA GIOVANILE
L'ANIMA ANTICA

 

REINCARNAZIONE NELLA STORIA CRISTIANA
1) INTRODUZIONE
2) LA CONTROVERSIA ARIANA
3) IL CONCILIO DI NICEA
4) IL QUINTO CONCILIO + CONCLUSIONI


CHIESA CATTOLICA E REINCARNAZIONE

IL VIAGGIO DELLE ANIME

L'ANIMA DECIDE TUTTO PRIMA DI INCARNARSI (28/03/24)

Questo forse è l'argomento cardine, oltre al perché siamo qui e cosa siamo, da dove veniamo, che aiuta a capire l'esistenza umana. Per molti è difficile accettare questo, perché dovrebbero prendersi la responsabilità delle loro scelte, perché tutte hanno un senso, niente succede a caso.

Il caso non esiste. L'anima quando decide di separarsi dalla fonte universale e venire su questo livello a fare l'esperienza materiale, duale, decide tutto nei dettagli prima di scendere. Ma vediamo ogni punto di scelta per capirne il senso e le eventuali motivazioni.

1- Sceglie sotto quale segno e costellazione e ascendente nascere, questo è molto importante per le caratteristiche caratteriali che avrà, il tutto verrà scelto in base alle esperienze che si è prefissata, per esempio, se siete venuti ad imparare la tolleranza verso il prossimo, può essere che caratterialmente vi siate messi caratteristiche di intolleranza e poca pazienza, proprio per mettervi alla prova. O un altro esempio siete persone che si aprono molto agli altri e hanno fiducia, ma venite continuamente feriti? probabilmente vi siete messi un carattere del genere per imparare ad amare voi stessi e darvi un valore, ma soprattutto a riconoscere ciò che è meglio per voi, o a imparare solo a reagire. A seconda delle vostre linee caratteriali scelte dall'anima, ci sono lezioni da imparare, di esempi ce ne sarebbero un' infinità.

2- Sceglie tutti i tratti genetici, perché spesso anch'essi sono oggetto di esperienza, per esempio chi è robusto invece che magro, l'esperienza di accettarsi o migliorarsi, è una lezione base di molte anime, poi ci sono le malattie genetiche anch'esse scelte insieme all'albero genealogico dove ci si vuole incarnare, chi nasce con una malattia è un qualcosa di irrisolto, spesso da vite precedenti. Da non confondere con le malattie invece che vengono per psicosomatica, anch'esse a volte da vite precedenti o solo in questa vita.

3- Sceglie la famiglia e l'albero genealogico degli antenati, anch'esso importantissimo per le esperienze prefisse, molti si rifiutano di accettare e capire che i genitori che hanno, sono stati una scelta della loro anima, ma è così, l'anima sceglie i genitori che si addicono meglio alle esperienze prefisse, tutti i conflitti che potreste avere con un genitore, sono esperienze che avete deciso di imparare di comune accordo, le vostre anime hanno deciso di imparare insieme quella esperienza.

Ed è una delle cose più dure da accettare quando si parla di affetti e persone care, ma bisogna capire che dietro ai disagi e fastidi e dolori c'è una lezione da imparare.

Quale essa possa essere accettare un genitore per i suoi sbagli, imparare la collaborazione e la comprensione, con i genitori si condivide insieme una lezione, che uno deve imparare per un verso e uno in una altro.

Non esiste masochismo, bisogna solo fermarsi e pensare, qual è il conflitto? cosa mi da fastidio? è li che c'è la lezione da imparare. Questo sempre. Poi molti domanderanno, ma se l'altro non capisce? prima di tutto con molto rispetto bisogna non avanzare pretese e supposizioni sull'esperienza di un altro, bisogna solo rispettarla e accettare che lui ci arriverà quando avrà la consapevolezza giusta, non è affar vostro, voi dovete pensare alla vostra lezione, che non deve dipendere da come reagisce un altro, ma solo da voi.

4 - Sceglie gli amici, le persone che circonderanno e accompagneranno sono anch'esse fondamentali per le esperienze, anche li possono esser legate esperienze che si protraggono già da altre vite precedenti, ove i ruoli potrebbero esser anche invertiti o completamente diversi (questo vale anche per i rapporti con i genitori), qui invito chi è curioso ad approfondire attraverso la lettura dei libri di Brian Weiss che si occupa di vite precedenti e le dinamiche associate.

L'anima sceglierà tutte le esperienze che possono farla evolvere, e non per tutti sono uguali, molte sono lezioni protratte anche in altre vite che dobbiamo concludere, ecco perché è importante individuare la lezione e risolverla, perché si rischia poi di protrarla nella vita futura, sforzatevi di cambiare prospettiva, di guardare oltre, vedere il quadro da più in alto nella sua pienezza, e di vedervi non più solo come esseri di sola carne e mente, ma esseri che fuori dal corpo sono anima, energia immortale, sforzatevi di vedere che nei conflitti i dispiaceri, le delusioni, i fastidi, le perdite, separazioni, come tutta la gamma delle emozioni e vicissitudini positive, ci sono lezioni per voi, che possono aiutarvi ad evolvere.

Come si fa a capire se una lezione è stata imparata? beh non vi creerà più alcun risentimento ma anzi la guarderete con distacco e magari sorridendo, rendendovi conto di ciò che non vedevate.

Per concludere, una volta capito il gioco della vita sarà più facile interpretarlo, risolverne i rompicapi, prendere le gioie e amarezze in maniera diversa e più costruttiva ai fini dell'evoluzione. E sappiate una cosa ancor più importante, ciò che ognuno di noi impara singolarmente su questo livello viene trasmesso anche a tutte le altre anime, come le conoscenze, perché siamo tutti uno.

Buon percorso di vita anime coraggiose, sappiate che tutto esiste e succede per una ragione, tutto a senso di esistere perché voi l'avete scelto, IL CASO NON ESISTE, IL DESTINO NON ESISTE, esiste solo il vostro libero arbitrio,
che vi porterà a risolvere le lezioni o a ripeterle.

(Post su FB di Alessandro Tosin. Grazie!)

XENOGLOSSIA NEI CASI DI REINCARNAZIONE (16/02/24)
Xenoglossia reattiva, recitativa e passiva

Il termine xenoglossia fu coniato dal fisiologo e ricercatore psichico francese Charles Richet all'inizio del XX secolo. Lo usò per riferirsi a
parole in lingue sconosciute allo scrittore che apparivano nelle scritture automatiche.  Nel 1974, Ian Stevenson distingueva tra xenoglossia reattiva e recitativa nel parlato.
Nella xenoglossia reattiva, una persona può conversare in modo intelligibile in una lingua straniera non appresa, mentre nella xenoglossia recitativa, la lingua é utilizzata solo in modo meccanico e senza comprensione.Più recentemente, James Matlock ha introdotto il termine xenoglossia passiva per descrivere l'influenza inconscia di una lingua non appresa sulla pronuncia e su altri aspetti della produzione del linguaggio, della lettura e della scrittura.  La xenoglossia scritta é detta anche xenografia .

La xenoglossia implica l'uso di una lingua reale, a differenza della glossolalia, o "parlare in lingue", che é l'espressione di sillabe senza senso in una forma che suona come una lingua reale. La xenoglossia é talvolta chiamata xenolalìa, soprattutto quando si riferisce al "dono delle lingue" biblico, un miracoloso dono divino della capacità  di comprendere e parlare una lingua non appresa.

Molti casi di apparente xenoglossia sono palesemente falsi. In un caso studiato da Stevenson, un gruppo di tre gemelli norvegesi che si pensava parlassero finlandese tra loro si rivelò aver sviluppato un linguaggio privato comprensibile solo da loro.
 In altri casi, i soggetti utilizzavano parole di lingue reali a cui erano stati esposti in precedenza nella vita. In un famoso esempio, un giovane sotto ipnosi parlò e poi scrisse alcune parole in osco, una lingua estinta dell'Italia meridionale. Dopo un'indagine, si é scoperto che aveva acquisito il passaggio da un libro che giaceva aperto su un tavolo della biblioteca alla sua vista, sebbene non fosse coscientemente consapevole di averlo visto.

La vera xenoglossia nei casi di reincarnazione si verifica frequentemente quando c'é una differenza nella lingua parlata dalla persona precedente e dal soggetto del caso, ma non é sempre presente. In caso contrario, i soggetti possono comunque apprendere la lingua straniera più facilmente dei loro coetanei. Si verifica anche il fenomeno inverso, in cui il soggetto resiste o tarda ad apprendere la lingua della sua famiglia d'origine. Stevenson chiamò quest'ultimo fenomeno xenofobia; é più probabile che la xenofobia si manifesti quando c'é una differenza radicale tra i linguaggi della vita precedente e di quella presente, come nel caso di un gruppo di bambini birmani che ricordavano di essere stati soldati giapponesi uccisi in Birmania durante la seconda guerra mondiale. 
Xenoglossia e xenofobia possono comparire insieme nello stesso caso.

La xenoglossia é stata segnalata in relazione alla medianità  e alla reincarnazione, ma questo articolo é limitato alla reincarnazione.
I seguenti casi dimostrano le varietà  di xenoglossia nei casi di reincarnazione spontanea e regressiva, alcuni dei quali "risolti", con persone precedenti identificate e note per aver parlato le lingue in questione. Tutti i casi sono stati studiati sul campo dagli investigatori, che hanno cercato di affrontare le questioni relative all'autenticità  che sorgono in loro relazione.
Xenoglossia nei casi di reincarnazione spontanea
Uttara Huddar (Sharada)

Uttara Huddar é una donna Maratha
[Il regno Maratha fu fondato nel 1674 da un signore locale, Shivaji, che scelse Raigad come propria capitale] dell'India occidentale. Durante la gravidanza con lei, sua madre sognava di essere morsa al dito destro da un serpente e, fin dalla giovane età , Uttara temeva molto i serpenti. Aveva alcuni ricordi immaginari di una vita precedente durante l'infanzia, ma non ne parlava molto. All'età  di 32 anni entrò in una clinica residenziale per affrontare alcuni problemi fisici.
 Mentre era in clinica, iniziò a meditare intensamente e il suo comportamento cambiò radicalmente. Diventava eccitabile e si allontanava dalla clinica, dicendo che voleva andare nel luogo a cui apparteneva. Iniziò a indossare i suoi sari come facevano le donne bengalesi, diversamente dalla moda Maratha, e parlava in una lingua identificata come bengalese.

Uttara sarebbe tornata alla sua personalità  dopo un po', ma in un'occasione, dopo aver scoperto il direttore della clinica cenare con un'altra donna nei suoi alloggi privati, la sua personalità  alternativa emerse in modo particolarmente profondo. Uttara si é sentita inspiegabilmente attratta dal direttore della clinica, ma lui non ha ricambiato il suo interesse e, in seguito a questo incidente, ha chiesto alla sua famiglia di portarla a casa.

La personalità  alternativa non riconosceva nessuno della famiglia di Uttara e non aveva familiarità  con il loro stile di vita moderno. Non riusciva a capire la loro lingua marathi, né loro potevano capire il suo bengalese, quindi i genitori di Uttara hanno organizzato un incontro con lei che parlasse bengalese. Queste persone scoprirono che poteva conversare liberamente in bengalese, anche se in uno stile un po' arcaico in un particolare dialetto regionale. Credeva che il suo nome fosse Sharada e che vivesse nel Bengala dell'inizio del XIX secolo. Ha affermato che il direttore della clinica era suo marito.
L'ultima cosa che ricordava era di essere stata morsa al piede destro da un cobra.

Poche settimane dopo, Sharada svanì e Uttara riprese il controllo. Successivamente, finché il caso fu monitorato da Stevenson, Sharada subentrò periodicamente, una volta per un massimo di 42 giorni. Questa circostanza le permise di essere osservata da una serie di otto bengalesi, i quali giunsero tutti alla conclusione che stesse usando il bengalese in modo reattivo, anche se a volte sembrava che fosse alla ricerca di parole. Sharada era anche in grado di leggere e scrivere in bengalese. Sono state effettuate due registrazioni su nastro del suo discorso e le trascrizioni hanno consentito ad altri esperti di valutare la sua competenza.
 Solo uno dissentiva dall'opinione diffusa secondo cui il bengalese di Sharada era coerente con il suo vissuto in quel momento e nel luogo che diceva di aver vissuto, ritenendo che parlasse più come un indiano moderno che aveva imparato il bengalese come seconda lingua che come un madrelingua. , anche se pure lui non aveva dubbi che lei parlasse bengalese in modo reattivo.

L'indagine di Stevenson mostrò che Uttara aveva studiato il sanscrito, la lingua madre estinta sia del marathi che del bengalese, e per alcune settimane aveva preso lezioni di lettura del bengalese. Il suo istruttore, tuttavia, parlava bengalese con un accento marathi, quindi questa breve esposizione alla lingua non avrebbe giustificato la sua capacità  di parlarla nel dialetto impiegato da Sharada, e certamente non così bene come lei.

Nonostante la ricchezza di dettagli forniti da Sharada sulla sua vita, compresi i nomi di suo marito e di diversi membri della sua famiglia, la sua esistenza rimane non confermata ma é stata rintracciata la famiglia alla quale diceva di appartenere e molti dei nomi che ricordava sono stati trovati elencati in una genealogia privata, ma la genealogia era limitata alla linea maschile.
Stevenson e altri ricercatori ritengono che Sharada fosse molto probabilmente una precedente personalità  di Uttara, che si manifestava quasi come una personalità  alternativa in un caso di disturbo dissociativo dell'identità , la sua apparizione iniziale facilitata dalla meditazione di Uttara in clinica.
Iris Farczàdy

L'ungherese Iris Farczàdy é stata oggetto di un caso di reincarnazione sostitutiva , in cui una personalità  lascia e ne succede un'altra. La reincarnazione sostitutiva differisce dalle manifestazioni Sharada, che erano più simili all'emersione di una personalità  alternativa dalla mente subconscia di Uttara Huddar, così come da stati transitori o temporanei di possessione spirituale.

Iris praticava come medium spiritista. Veniva regolarmente posseduta dagli spiriti, alcuni dei quali mantenevano il controllo anche dopo la fine delle sedute spiritiche. Quando aveva quindici anni, una donna di servizio spagnola di 41 anni che si faceva chiamare Lucà­a Altarez de Salvio prese il controllo, ma non se ne andò, come avevano fatto i comunicatori precedenti. Lucia parlava spagnolo, non capiva l'ungherese e solo gradualmente imparò il tedesco, la lingua parlata dalla famiglia di Iris. Ha detto che era morta tre mesi prima a Madrid, lasciando un marito e diversi figli.

Dopo la trasformazione, Iris ha scoperto un nuovo talento in cucina e si é divertita a cantare canzoni spagnole e ballare il flamenco. Tuttavia, gli investigatori non sono mai riusciti a trovare alcuna traccia di Lucia a Madrid o altrove in Spagna. Alcune persone che entrarono in contatto con Lucà­a dubitavano che fosse realmente madrilena, anche se si scoprì che oltre a parlare spagnolo in modo responsivo, e cantare e ballare in stile spagnolo, conosceva gli strumenti che sarebbero stati appropriati per una donna spagnola a livello la sua presunta posizione nella vita. In ogni caso, come nel caso di Sharada,
anche se non é stato possibile identificare la personalità  precedente, non sembrano esserci dubbi
sulla capacità  di Lucà­a di parlare spagnolo in modo reattivo dopo aver preso il controllo del corpo di Iris.
Bongkuch Promsin

Il Laos confina con la Thailandia a nord e ad est e in Thailandia vivono molti laotiani. Bongkuch Promsin era un ragazzo tailandese che ha ricordato la vita di un giovane laotiano assassinato proveniente da una di queste famiglie di espatriati. I suoi ricordi erano sufficientemente chiari e specifici da consentire l'identificazione del giovane. Oltre ai suoi ricordi verificati, Bongkuch si é comportato in modo non consono alla sua famiglia ma in accordo con le pratiche laotiane. Mangiava con le mani invece che con un cucchiaio e si lavava le mani immergendole in una ciotola invece di farvi scorrere sopra l'acqua. Alla richiesta di rendere conto di questo comportamento, ha detto: "Non sono tailandese. Sono laotiano'. Si riferiva a frutta e verdura con parole che sua madre non riconosceva ma che poi scoprì erano laotiane, e usò altre parole laotiane ed é stato osservato mentre conversava in laotiano con gli amici della persona che credeva di essere stato. Parlava tailandese con accento laotiano, un esempio di xenoglossia passiva.
Tutkhorn Chitpricha

Un ragazzo tailandese di Bangkok, Tutkhorn Chitpricha, si é identificato con il fratello maggiore di suo padre, Dang. Dang Chitpricha aveva vissuto in un'altra parte della Thailandia, dove si parlava un dialetto diverso. Possedeva un'azienda che forniva veicoli da costruzione ma era morto in un incidente automobilistico pochi mesi prima della nascita di Tutkhorn. Tutkhorn soffriva di incubi e fobie apparentemente legate alla morte di Dang e quando aveva tra i diciotto e i 27 mesi, riconobbe due dipendenti di Dang.
Li chiamava con i loro soprannomi e parlava con loro nel loro dialetto, usando una forma linguistica adatta a un uomo che si rivolge a un inferiore. Li capiva quando gli parlavano e rispondeva in modo appropriato, anche se il suo vocabolario era limitato.
Nawal Daw

Una ragazza drusa libanese di nome Nawal Daw amava intensamente la musica indiana e aveva una forte preferenza per gli stili di abbigliamento indiani. Si rifiutò di imparare l'arabo e chiacchierava da sola in una lingua che i suoi genitori non riconoscevano. Quando aveva quattro anni, i suoi genitori la portarono in un famoso sito turistico del Libano. Lì individuò un gruppo di sikh indiani e corse verso di loro, parlando loro la sua lingua. Sembravano capirla e interagire in modo naturale con lei. Sfortunatamente, non parlavano arabo, quindi non sono riusciti a comunicare in modo efficace con i genitori di Nawal, che hanno dovuto trascinare via Nawal quando é arrivato il momento di partire. Per un po' Nawal non parlò affatto. L'anno successivo iniziò a parlare arabo con i suoi genitori e quando Stevenson la incontrò, quando aveva nove anni, aveva dimenticato la lingua della sua infanzia.
Quando Stevenson la presentò a un madrelingua hindi e punjabi, neanche lei mostrò segni di comprensione.
Simona

Nawal Daw ha incontrato madrelingua della lingua che ricordava ed é stata in grado di dimostrare la sua reattiva padronanza di essa. La maggior parte degli altri bambini che hanno usato parole estranee alle loro famiglie non hanno avuto tale opportunità .
 Una é Simona, una ragazza brasiliana il cui caso é stato studiato da Stevenson e Hernani Andrade.

Quando la nonna di lingua portoghese é venuta a prenderla per la prima volta, si é sorpresa salutando Simona con la frase italiana 'amore mio'. Simona sembrò rispondere con un sorriso felice, come se avesse capito. Quando ha iniziato a parlare, la stessa Simona ha usato di tanto in tanto parole e frasi italiane. Una volta, quando sua madre venne a svegliarla, Simona la chiamò "mammina" anziché "mamà". Più tardi quel giorno, sua madre raccontò ad un'amica ciò che Simona aveva detto. L'amico commentò: "qui nessuno parla italiano", al che Simona rispose: "lo parlo" , e in seguito lo usò frequentemente. Sua nonna prendeva nota di tutto ciò che diceva della sua vita in Italia. Tra i due e i cinque anni, Simona usava trenta parole italiane diverse, ma poiché nella sua città  non c'erano persone che parlassero italiano, non aveva la possibilità  di usarle nelle conversazioni. Né é stato possibile identificare la persona di cui ricordava la vita, anche se descriveva il quartiere in cui aveva vissuto e apparentemente era morta a Roma.
Wijanama Ariyawansa

Wijanama Ariyawansa era un ragazzo di villaggio buddista singalese che ricordava di essere stato musulmano di Kandy, la capitale dello Sri Lanka. Aveva circa quattro anni e mezzo quando cominciò a parlare della vita precedente, che metteva a confronto con quella presente. La sua famiglia precedente mangiava carne, ha detto; avevano elettricità  e acqua corrente in casa e adoravano senza idoli. Le abitudini alimentari e le preferenze di abbigliamento di Wijanama differivano da quelle della sua famiglia, ma erano in linea con quelle della comunità  musulmana di Kandy. Sfortunatamente, non ha fornito nomi o informazioni abbastanza specifiche da consentire l'identificazione della persona di cui stava ricordando la vita.
A partire dall'età  di tre anni e mezzo, un anno prima di iniziare a parlare della vita precedente, Wijanama si sedeva sul letto durante la notte, incrociava le gambe e mormorava parole in una varietà  di tamil parlata dai musulmani dello Sri Lanka.
Dopo circa cinque minuti si sdraiava e tornava a dormire. Wijanama lo faceva ancora a undici anni, quando Stevenson lo incontrò.
A volte usava anche il tamil durante le ore di veglia, sebbene l'uso più diffuso avvenisse durante il sonno interrotto.
Stevenson ha ottenuto una registrazione su nastro del discorso notturno di Wijanama e l'ha fatta ascoltare a un musulmano di Kandy. L'uomo ha identificato molte delle parole come caratteristiche della sua comunità . Rimase fortemente colpito dalla pronuncia di Wijanama, che giudicò essere quella di un madrelingua. Tuttavia, Wijanama non é mai stato presentato ai musulmani dello Sri Lanka o ad altri parlanti tamil, quindi la portata della sua capacità  di parlare la lingua in modo reattivo é sconosciuta.
Kumkum Verma

Le differenze di casta e di circostanze socioeconomiche hanno un posto di rilievo nel caso di Kumkum Verma, una ragazza di un villaggio indiano che ricordava di essere una donna di una città  vicina. I suoi ricordi erano abbastanza estesi da poter rintracciare la persona che ricordava e molti dei suoi ricordi furono confermati. Kumkum riconosceva le persone della vita precedente quando le incontrava. La sua personalità  era molto simile e si comportava in molti modi come la donna che credeva di essere stata.
Era notevolmente più religiosa dei suoi fratelli, rimase nel santuario di famiglia più a lungo di loro e mostrò un'insolita preoccupazione per i mendicanti, tutte abitudini della donna defunta. Molti di questi tratti comportamentali sono persistiti durante l'adolescenza, ben dopo che i suoi ricordi immaginari erano svaniti.
Quando era giovane, Kumkum tendeva a parlare della vita precedente al presente ed era così assorbita nel raccontare i suoi ricordi che a volte sembrava essere ignara di ciò che la circondava. Parlava con un accento cittadino e usava diverse espressioni dialettali comuni in città , ma non presenti nei villaggi circostanti, compreso il suo.
Bishen Chand Kapoor

Bishen Chand Kapoor , un ragazzo indiano, aveva molti ricordi di una vita precedente che furono registrati per iscritto prima che la persona di cui parlava fosse identificata. Oltre ai suoi ricordi verificati, si comportava in molti modi come questa persona, un uomo di nome Laxmi Narain che morì di malattia quando aveva 32 anni. Bishen Chand dimostrò grande affetto per la madre di Laxmi Narain e animosità  verso suo zio e altri parenti con cui Laxmi Narain era stata coinvolta in una causa. Riconobbe diversi membri della famiglia di Laxmi Narain e si rivolse a loro con i nomi che Laxmi Narain aveva usato per loro.
Le famiglie di Bishen Chand e Laxmi Narain appartenevano a caste diverse. La famiglia di Bishen Chand era vegetariana; Quelli di Laxmi Narain no, e Bishen Chand voleva mangiare carne. Anche la sua famiglia era astemia, ma teneva in casa una piccola quantità  di brandy per scopi medicinali. Si é notato che la quantità  stava diminuendo, e poi la sorella di Bishen Chand lo ha trovato a berlo di nascosto. Laxmi Narian amava la musica e la danza, e Bishen Chand sapeva suonare i tamburi tablas senza alcuna istruzione. Parlò poche parole in urdu, una lingua non usata dalla sua famiglia, ma conosciuta da Laxmi Narain.
 Secondo suo fratello maggiore, poteva anche leggere l'urdu prima che glielo insegnassero.
Tomo

Tomo é un bambino giapponese che afferma di ricordare di aver vissuto in Scozia in una vita precedente, anche se si é rivelato impossibile risalire alla persona di cui parlava. Quando ascoltò per la prima volta la canzone dei Carpenters Top of the World durante il suo secondo anno, sorprese sua madre cantandola insieme. Imparò a leggere le lettere latine prima dei caratteri giapponesi e scrisse il suo nome in lettere latine per la prima volta quando aveva circa 34 mesi.
Stefano Stein

Stephen Stein é americano. Quando aveva tre anni, sua madre e sua sorella lo portarono in un ristorante messicano. Stephen era nato a Filadelfia e non era mai stato a contatto con il cibo o la cultura messicana, o con la lingua spagnola. Al ristorante vide una grande mappa del Messico appesa al muro. Dopo averlo studiato in silenzio per un po', indicò una città , pronunciò correttamente il nome e disse che era da lì che veniva. Non molto tempo dopo, non ancora quattro anni, mentre guardava un programma televisivo sulla battaglia di Alamo con sua madre, fece scorrere il dito sullo schermo e le raccontò com'era stato essere lì. Ha indicato un luogo specifico e ha detto che é lì che era stato ucciso. Stephen ha mantenuto una passione per il cibo, la musica e la cultura messicana. Sebbene non abbia mai studiato lo spagnolo, da adulto scopre che il significato delle parole a volte gli viene in mente e più di una volta ha corretto la pronuncia di sua madre mentre cercava di imparare la lingua.
Bianca Battista

La xenoglossia recitativa differisce dalla xenoglossia reattiva e passiva per la mancanza di qualsiasi suggerimento di una padronanza di fondo di una lingua non appresa. Molti casi di apparente xenoglossia recitativa si sono rivelati fondati sulla criptomnesia o sono altrimenti falsi, come nell'esempio  sopra descritto.  La vera xenoglossia recitativa riflette il linguaggio impiegato in modo altrettanto meccanico in una vita precedente, ad esempio in canzoni o canti memorizzati.
Il primo esempio documentato si é verificato nel caso italiano di Bianca Battista del 1911.
Bianca fu riconosciuta come la reincarnazione di una sorella morta pochi anni prima della sua nascita. Sua madre era incinta di lei da tre mesi quando vide l'apparizione della figlia defunta, che le annunciò che sarebbe tornata come la bambina che portava in grembo. Bianca somigliava molto fisicamente a sua sorella e aveva una personalità  simile. Non ha mai affermato di avere ricordi della vita di sua sorella, ma una notte i suoi genitori la sentirono cantare una ninna nanna francese che la loro ex tata aveva spesso cantato mentre cercava di addormentare la bambina. Bianca conosceva solo poche parole di francese che aveva imparato dalle sorelle maggiori.
Suo padre le chiese chi le aveva insegnato la canzone.
Lei rispose: "Nessuno". Lo so da sola', e ha ripreso a cantare con un perfetto accento francese.
Swarnlata Mishra

Swarnlata Mishra era una ragazza indiana di lingua hindi che ricordava due vite precedenti. I suoi ricordi di quello precedente erano più dettagliati e verificati, ma eseguiva canti e danze di una vita intermedia che diceva di aver vissuto nel Bengala.
Né lei né i suoi genitori parlavano bengalese. Non capiva le parole e poteva cantarle solo quando eseguiva le danze, ma il suo canto era abbastanza buono da poter trascrivere le canzoni e identificarle come melodie popolari bengalesi.
Duminda Ratnayake

La xenoglossia recitativa é stata esibita anche da tre ragazzi dello Sri Lanka che affermavano di essere stati monaci buddisti e che hanno cantato strofe in Pali, l'estinta lingua rituale buddista, senza essere mai stati vicino a un tempio o aver visto monaci impegnati in questo comportamento. Uno di questi ragazzi, Duminda Ratnayake, teneva un ventaglio davanti al viso mentre recitava le strofe, come facevano i monaci. Gli piaceva portare i suoi vestiti come un monaco e voleva indossare una veste da monaco, cosa che sua madre raramente gli permetteva di fare. Ogni mattina e sera si recava in una cappella vicino a casa sua e lì deponeva i fiori che aveva colto, in tipico stile buddista. Insisteva sulla pulizia e chiese di essere chiamato "piccolo monaco". Dall'età  di tre anni parlava della vita che ricordava in modo sufficientemente dettagliato da poter identificare la persona di cui parlava. Quando diventò più grande, entrò in un monastero, ma quando aveva 21 anni lo lasciò, si spogliò e si dedicò all'informatica.

Xenoglossia reattiva durante la regressione a vite passate

Le parole straniere in lingue apparentemente non apprese sono usate regolarmente da persone sottoposte a regressione dell'età  verso vite precedenti, ma questi casi di apparente xenoglossia sono stati raramente studiati con la stessa cura dei casi spontanei di memoria di vite passate. Stevenson  ha brevemente esaminato due casi che hanno ricevuto un certo esame, Whitton  ne ha descritti altri due e Thomason  ne ha esaminati altri tre. Le indagini più approfondite sulla xenoglossia
durante la regressione dell'età  sono i tre casi riassunti di seguito.
Jensen

Jensen é il nome dato dalla persona precedente in un caso di regressione studiato da Stevenson a partire dal 1958, sulla base di registrazioni e trascrizioni di sedute condotte nel 1955 e 1956. Jensen manifestò e parlò svedese in cinque sedute durante questo periodo, le ultime tre quando erano presenti parlanti nativi di quella lingua. Raramente usava frasi complete ma sembrava capire lo svedese che gli veniva parlato e dava risposte appropriate in svedese. Dall'analisi é emerso che egli introduceva un numero considerevole di parole prima che venissero impiegate dai suoi interlocutori, nella stessa seduta o in quelle precedenti. Per la maggior parte la sua grammatica era corretta, ma occasionalmente c'erano dei solecismi [
Errore o improprietà di costrutto o di sintassi.].
Il suo accento é stato giudicato nativo, anche se a volte sfumato di norvegese. Sia le sue parole che il suo accento suggerivano un dialetto svedese arcaico, forse proveniente da un'area vicino al confine svedese con la Norvegia. Affermò che sua madre era norvegese, quindi anche il suo discorso potrebbe essere stato influenzato.
Jensen ha parlato abbastanza dettagliatamente della sua vita, anche se in modo sconnesso. Poteva comprendere le domande che gli venivano poste in inglese e talvolta rispondeva in un inglese con un forte accento. Stevenson concluse che molto probabilmente stava parlando di una vita nella Svezia del diciassettesimo secolo, ma che avrebbe potuto essere emigrato nella Nuova Svezia, un gruppo di colonie svedesi lungo il basso fiume Delaware (che attraversa gli stati americani del Delaware, New Jersey e Pennsylvania), esistente tra il 1638 e il 1655. Il soggetto della causa nacque a Filadelfia nel 1918.
Gretchen

Stevenson ha studiato il caso di Gretchen , una personalità  di trance di lingua tedesca, negli anni '70. Ha partecipato ad alcune sessioni ipnotiche e, poiché aveva una certa dimestichezza con il tedesco, é stato in grado di valutare da solo la competenza linguistica di Gretchen. Le ha anche presentato tre madrelingua tedeschi. Gretchen ha parlato tedesco durante quattro sessioni prima che Stevenson o qualsiasi altro madrelingua tedesco fosse presente. Due di questi madrelingua tedeschi, oltre a Stevenson, erano convinti che capisse e parlasse il tedesco in modo reattivo, sebbene non rispondesse mai alle domande con frasi complete e commettesse una serie di errori grammaticali. Nel complesso, la sua pronuncia era buona, più indicativa di una madrelingua che di qualcuno per il quale era una seconda lingua. Il soggetto del caso, Dolores Jay (DJ), e suo marito, Carroll, l'ipnotizzatore, hanno negato che DJ avesse avuto alcun contatto con il tedesco prima della prima apparizione di Gretchen, e l'indagine approfondita di Stevenson sul suo background non ha dato motivo di dubitare di loro.
Prima che Gretchen apparisse per la prima volta, DJ sognava una ragazza che in seguito si identificò con Gretchen e, a volte, aveva la sensazione della presenza di Gretchen su di lei. Una volta credette di aver visto la sua apparizione. Sebbene Gretchen si manifestasse altrimenti durante la regressione dell'età  sotto ipnosi, Stevenson non era convinto che lei rappresentasse il DJ in una vita precedente. Il racconto di Gretchen su se stessa non le permetteva di essere identificata con qualcuno che fosse vissuto in precedenza e Stevenson arrivò a credere che "la fenomenale personalità  di Gretchen potrebbe essere una miscela di parti della personalità  di DJ ed elementi di una Gretchen disincarnata che giace dietro e influenza il mondo". comunicatore manifesto».
In ogni caso, era convinto che il tedesco parlato dalla personalità  di Gretchen fosse autentico e reattivo,
nonostante la sua mancanza di fluidità  e i difetti grammaticali.
Rataraju

In linea con la pratica di Stevenson di nominare i casi di regressione con xenoglossia dopo la manifestazione della personalità  precedente, possiamo chiamare questo terzo esempio il caso di Rataraju. Rataraju si é rappresentato come un capo villaggio nepalese. Il soggetto ipnotico era una donna giapponese di nome Risa. Il primo autore del rapporto, Masayuki Ohkado, un linguista giapponese, ha invitato un linguista che aveva familiarità  con il nepalese, un antropologo che ha lavorato in Nepal
e uno studente laureato di lingua nepalese a studiare il caso con lui.
Rataraju ha pronunciato due frasi in nepalese in una sessione e poi ha parlato per 24 minuti in nepalese in un'altra sessione organizzata per Ohkado. Il team ha concluso che Rataraju comprendeva e rispondeva in modo appropriato in nepalese, sebbene la sua padronanza non fosse al livello di un madrelingua. Rataraju ha risposto alle domande sulla sua vita e ha fornito un numero sufficiente di nomi e altri dettagli per giustificare uno sforzo per rintracciarlo.
Ohkado si recò in Nepal con l'antropologo, ma sfortunatamente, anche se andarono al villaggio che Rataraju sosteneva di condurre, non riuscirono a identificarlo con nessuna persona specifica. Molti dettagli della sua vita erano plausibili, ma la sua storia nel suo insieme non era coerente, come se fosse una fantasia costruita su una serie di fatti disparati.

Domande sulla xenoglossia nei casi di reincarnazione
Ohkado é rimasto colpito dalle somiglianze tra il caso Rataraju e i casi di Jensen e Gretchen. Le tre personalità  hanno fornito resoconti dettagliati della loro vita che avrebbero dovuto consentire una verifica, se fossero esistiti, ma dopo aver verificato, i racconti erano pieni di incongruenze. James Matlock osserva che questo é tipico dei resoconti di regressione in generale. L'identità  della persona precedente sembra spesso essere intenzionalmente oscurata dal subconscio della persona sottoposta a regressione.
Ohkado ha anche notato somiglianze nell'espressione della xenoglossia nei tre casi di regressione. Jensen, Gretchen e Rataraju avevano tutti un vocabolario limitato, utilizzavano grammatiche difettose e spesso rispondevano alle domande con monosillabi o frammenti di frasi. A volte sembravano non capire quello che veniva loro detto, ma altre volte davano risposte sensate, e introducevano nella conversazione un buon numero di parole nuove. Rataraju era più limitato di Jensen e Gretchen, ma aveva meno opportunità  di parlare rispetto a loro. La xenoglossia sia di Jensen che di Gretchen é migliorata nel corso delle loro sessioni, e così sarebbe potuto essere con Rataraju, se fosse stato possibile programmare altre sessioni con lui. Secondo la stima di Ohkado, la differenza principale tra i soggetti di Rataraju e quelli di Stevenson é che la lingua nepalese non ha alcuna relazione genetica con il giapponese, quindi il suo utilizzo da parte di Risa é più sorprendente e più difficile da spiegare.
La valutazione complessiva del team di Ohkado é stata che Rataraju parlava il nepalese in modo reattivo, sebbene la lingua fosse di gran lunga inferiore a quella che ci si aspetterebbe da un madrelingua. Implicano, come fece Stevenson, che la deficienza nell'espressione linguistica é una caratteristica dell'ipnosi che facilita la memoria della vita passata, se non del processo di reincarnazione stesso. La loro conclusione é in forte contrasto con le opinioni di altri linguisti che hanno esaminato i casi di regressione di Stevenson, basati su trascrizioni pubblicate e resoconti riassuntivi,
piuttosto che sulla conoscenza diretta del discorso o delle sue registrazioni.

L'archiviazione dei casi Jensen e Gretchen  da parte di Sarah Thomason é spesso citata dalla comunità  scettica. Thomason accetta che le indagini di Stevenson siano state sufficienti per escludere una frode, ma ritiene di non aver dimostrato la capacità  di Jensen e Gretchen di parlare le rispettive lingue. Dice che la "nozione di "xenoglossia reattiva" di Stevenson é fatalmente errata come criterio metodologico per determinare la capacità  di una persona di parlare una lingua" perché "i suoi soggetti non mostrano segni di una vasta esposizione allo svedese o al tedesco, in nessuna vita".  Lei giunge a questa conclusione perché il loro vocabolario é ristretto e la loro sintassi semplificata. Matlock sottolinea che Thomason e altri linguisti vogliono vedere segni che Jensen e Gretchen possano comportarsi come madrelingua maturi, mentre Stevenson cerca solo prove che possiedano un certo grado di competenza linguistica.
I linguisti presumono che la lingua trasmessa attraverso le vite sarà  strutturata come la lingua parlata in ogni vita,
ma Stevenson é aperto a una gamma più ampia di possibilità .

Il caso di Uttara Huddar o Sharada presenta una serie di sfide diverse ai critici, ai quali hanno risposto in modo diverso.
Thomason riconosce che si dice che Sharada abbia parlato per lo più con frasi complete e grammaticalmente corrette, ma sottolinea la valutazione dissenziente del linguista che giudicò il suo discorso sulla base di una registrazione su nastro e concluse che l'aveva imparato come seconda lingua. Thomason sembra abbracciare l'idea che le lezioni di Uttara sulla lettura del bengalese e il suo studio del sanscrito, una lingua non più parlata da nessuna parte, abbiano portato alla capacità  di parlare di Sharada.  Lei non riesce a offrire una controspiegazione adeguata a questo caso complesso, evidentemente contenta di sollevare domande al riguardo, cosa che fa citando selettivamente alcuni fatti ignorando molti altri che supportano il punto di vista di Stevenson meglio del suo.

Il filosofo Stephen Braude ha un approccio molto diverso. Suppone che Uttara fosse motivata a immaginare la personalità  Sharada come veicolo per l'espressione dei propri bisogni emotivi e che avrebbe potuto acquisire la capacità  di parlare bengalese attraverso la percezione extrasensoriale durante gli stati alterati di coscienza in cui si manifestava Sharada. Braude non é scoraggiato dal fatto che non ci siano prove indipendenti che abilità  di qualsiasi tipo possano essere acquisite attraverso la percezione extrasensoriale. Secondo Matlock, anche la sua idea che Sharada sia interamente frutto dell'immaginazione di Uttara é insostenibile.
 Matlock intende la reincarnazione nel senso che la coscienza della persona precedente é sopravvissuta alla morte e ora fa parte del subconscio del soggetto in esame. Da questa prospettiva, Uttara, Sharada e Uttara sono aspetti della stessa persona ed entrambi hanno un ruolo da svolgere nell'espressione della memoria della vita passata.
Sebbene lo stato emotivo di Uttara possa aver contribuito all'emergere di Sharada, lo é stato anche l'incontro
di Sharada con l'uomo che credeva fosse la reincarnazione di suo marito.

Nessun critico si é occupato di xenoglossia in casi spontanei diversi da quello di Uttara Huddar, ma questi casi sono estremamente interessanti e istruttivi, pensa Matlock. In essi, la xenoglossia può essere accompagnata da una serie di altri ricordi e comportamenti e, in alcuni casi, é stata rintracciata la persona precedente ed é interessante notare che, a parte Uttara Huddar e Iris Farczàdy, entrambi casi eccezionali, i casi spontanei rivelano le stesse carenze linguistiche dei casi di regressione. Di solito vengono pronunciate solo poche parole e quando é attestata la reattività  nella conversazione, il livello di competenza é basso. Qui però é doveroso fare un'importante avvertenza. Sebbene in questi casi le testimonianze sembrino valide, nella maggior parte di essi gli investigatori non hanno avuto la possibilità  di osservare il soggetto parlare e solo raramente sono state effettuate registrazioni vocali per una valutazione successiva. Occorre fare molto più lavoro prima di poter essere sicuri che la xenoglossia reattiva sia possibile, ma questi casi spontanei suggeriscono che lo sia, e ciò rende più plausibile la xenoglossia dei casi di regressione.

L'accettazione del fenomeno xenoglossia da parte dei linguisti avverrà  più rapidamente se verrà  sviluppata una teoria soddisfacente della trasmissione del linguaggio nella reincarnazione, ritiene Matlock. Il vocabolario e le abilità  linguistiche potrebbero essere trasportati nella mente subconscia insieme ad altri tipi di memoria ed essere trasmessi attraverso la reincarnazione da una persona all'altra. Il problema quindi é spiegare come queste cose si spostano dal subconscio alla consapevolezza cosciente e perché lo fanno in modi diversi con persone diverse e in situazioni diverse. Non dovrebbe sorprendere scoprire che le abilità  linguistiche di ordine superiore, come le regole di inflessione grammaticale e la formazione delle frasi, sono le prime ad essere perse, anche da parte di un ex madrelingua. Ci si può aspettare che il vocabolario di base venga conservato più a lungo e che venga recuperato più facilmente per associazione. In effetti, questo é ciò che vediamo in molti casi di xenoglossia.

Un altro problema é la produzione del linguaggio, che implica non solo la mobilitazione del vocabolario secondo le regole grammaticali, ma anche le strutture cerebrali e il controllo della laringe. I numerosi resoconti sulla pronuncia corretta della xenoglossia suggeriscono che i modelli praticati possono essere impressi in qualche modo su un nuovo cervello, ma come ciò avvenga non é ancora chiaro. Matlock suggerisce che ciò potrebbe avvenire grazie al flusso di reincarnazione che stabilisce i percorsi neurali appropriati nel nuovo cervello. Tuttavia, é probabilmente irragionevole aspettarsi di trovare lingue completamente sviluppate che compaiono dopo la reincarnazione, sia in casi spontanei che sotto ipnosi. Anche nei casi più straordinari, come Sharada di Uttara Huddar, la competenza linguistica non é al livello di un madrelingua.

James G. Matlock
 Fonte: https://psi-encyclopedia.spr.ac.uk/articles/xenoglossy-reincarnation-cases
E' POSSIBILE TERMINARE IL CICLO
DELLE REINCARNAZIONE?
(19-05-23)

Vivi, muori, vivi ancora, poi muori ancora.
Il ciclo della reincarnazione sembra essere un processo eterno ricorrente che ti porta da una vita all'altra, senza fine in vista. Ma sei davvero bloccato per sempre nel ciclo della reincarnazione?
La tua anima può reincarnarsi tutte le volte che ti serve per raggiungere la tua missione di vita che è stata stabilita dall'inizio dell'Universo. Fino a quando non sarai in grado di raggiungere questo obiettivo, rinascerai ancora e ancora.
Per comprendere il concetto di reincarnazione, è importante avere familiarità  con il concetto di anima. L'anima è l'essenza di chi sei, la coscienza dentro di te, che persiste dopo che il tuo corpo muore.
E' la tua anima che persevera attraverso centinaia di vite diverse, mentre cresci e ti sviluppi nella ricerca della realizzazione finale. Proprio come il tuo corpo umano, la tua anima matura e ci sono cinque livelli di anima che devi sperimentare sulla Terra: l'Anima Infantile, l'Anima Neonata, l'Anima Giovane, l'Anima Matura e l'Anima Vecchia.
Possono essere necessarie dozzine o addirittura centinaia di vite per completare un solo livello perchè devi liberarti dagli schemi negativi e bilanciare il tuo karma per evolvere veramente a livello di anima.
L'anima non è soggetta a una danza infinita di reincarnazione per tutta l'eternità  perchè c'è una fine al ciclo di reincarnazione. Non va avanti per sempre.
Il passo finale dell'evoluzione dell'anima è l'Anima Risvegliata, che è il punto in cui sei finalmente risvegliato e consapevole del tuo destino di diventare parte del Divino, ancora una volta.
Naturalmente, raggiungere questa fine del ciclo non è nè facile nè rapido. Finchè continui a morire sentendoti insoddisfatto e attaccato al senso superficiale del "sè", piuttosto che sentirti connesso come uno con il Divino, continuerai a vivere e morire, ancora e ancora e ancora.

Quindi, cosa ti tiene nel ciclo della reincarnazione?
Ci sono tre problemi principali che possono tenerti bloccato in un ciclo apparentemente infinito di reincarnazione. Una volta che sei più consapevole dei problemi che potrebbero trattenerti, puoi iniziare a esplorare modi per superare questi problemi.

Blocco nei tuoi chakra, in particolare il chakra del cuore
I chakra si riferiscono ai sette principali centri energetici all'interno del corpo umano, ognuno dei quali corrisponde a specifici aspetti Fisici, emotivi, mentali e spirituali del tuo corpo e del tuo benessere. Se tutti i tuoi chakra sono aperti ed equilibrati, l'energia scorre senza sforzo e ti sentirai felice, sano ed energico.
Un blocco in uno qualsiasi dei tuoi chakra si manifesterà  come un problema nella tua vita, e un blocco nel tuo chakra del cuore è particolarmente problematico, specialmente quando stai cercando di connetterti con lo scopo della tua anima.
Ricorda, il tuo chakra del cuore è il quarto chakra che si trova al centro del tuo petto e rappresenta l'incontro dei corpi fisico e spirituale. Quando il tuo chakra del cuore è bloccato, non riesci a unire il tuo sè fisico con il tuo sè spirituale e non riesci a conoscere l'identità  e lo scopo della tua anima. Se non sei connesso con la tua anima, non sei connesso con il Divino e non ti stai muovendo verso l'ascensione della tua anima.Inoltre, uno squilibrio o un blocco nel tuo chakra del cuore spesso ti impedisce di dare e ricevere amore incondizionato. I problemi con il tuo chakra del cuore sono la radice di molta rabbia, risentimento e violenza nel mondo.
Sentirai che il tuo chakra del cuore è bloccato se sentimenti negativi, come rabbia, gelosia e paura, ti impediscono di stabilire connessioni significative con altre persone. Questo chakra è il centro dell'amore, della compassione e del perdono, quindi sbloccarlo richiederà  di nutrire questi sentimenti positivi nella tua vita.

Karma irrisolto
Il karma è strettamente connesso al ciclo della reincarnazione, quindi è importante tenere traccia del proprio debito karmico. Gli effetti delle parole, delle azioni, delle relazioni e dei contratti della tua vita passata continuano da una vita all'altra.
Se c'è ancora uno squilibrio nella tua scala karmica, o se ci sono cose che non sono state ancora risolte, puoi rimanere intrappolato in uno schema negativo di reincarnazione con lo stesso gruppo di anime e nelle stesse condizioni negative.
Dal momento che ti trovi di nuovo nella stessa situazione, finisci per fare ripetutamente le stesse azioni, creando più karma negativo per te stesso. Per uscire da questo modello karmico negativo, prova a trasmutare il tuo karma in un'esperienza più positiva. Il fatto è che molte delle tue esperienze negative sono il risultato degli eventi della tua vita passata, insieme al karma che stai ripagando.
Quindi, se ti trovi in una situazione particolarmente difficile della tua vita, vorrai esplorare le opportunità  per trasformare la tua esperienza negativa in positiva. Un buon modo per farlo è chiederti quali lezioni hai tratto dall'esperienza e come puoi usare queste lezioni per aiutare te stesso e gli altri. E' anche essenziale eliminare quanto più karma negativo possibile nella tua vita attuale. Alla fine, crei il tuo karma attraverso i tuoi pensieri, parole e azioni, quindi dedicati semplicemente ad essere una forza positiva nel mondo per cancellare la tua lista karmica da qualsiasi debito karmico negativo.
Cerca e dai perdono con sincerità  e agisci quotidianamente con amore, compassione e buone intenzioni.

Non hai ancora realizzato lo scopo della tua anima
Infine, l'ultimo problema che ti trattiene dal diventare un'Anima Risvegliata è che non hai ancora realizzato il vero scopo della tua anima per essere qui. La verità  è che la maggior parte delle persone non ricorda nemmeno di avere uno Scopo dell'Anima, figuriamoci cos'è e come realizzarlo. Le anime spesso scelgono di reincarnarsi e rinascere sulla Terra, per tentare ancora una volta di realizzare il loro Scopo dell'Anima. Ma una volta che sei rinato come umano, potresti dimenticare ancora una volta tutto il tuo scopo.
Per riscoprire il tuo Scopo dell'Anima, vuoi connetterti con la tua anima, perchè mentre la tua mente cosciente potrebbe non essere consapevole del tuo vero scopo sulla Terra, la tua anima non dimentica mai . Quindi, ascolta la tua voce interiore e il tuo Sè Superiore ti guiderà  verso la missione che sei destinato a compiere.
Più sei connesso con il tuo sè spirituale, più chiaro diventerà  e saprai intuitivamente quale percorso di vita è in armonia con lo scopo della tua Anima. Se temi di avere un cattivo karma, una valutazione di minimizzazione e riparazione karmica ti aiuterà  a eliminare quasi tutto il cattivo karma che potresti avere.
STUDI SULLA REINCARNAZIONE (05/05/23)

Quando Ryan Hammons aveva 4 anni, iniziò a dirigere film immaginari. Grida di "Azione!" spesso echeggiava dalla sua stanza.

Ma lo spettacolo è diventato una preoccupazione per i genitori di Ryan quando ha iniziato a svegliarsi nel cuore della notte urlando e stringendosi il petto, dicendo che aveva sognato che il suo cuore esplodeva quando era a Hollywood. Sua madre, Cyndi, ha chiesto al suo medico degli episodi. Paura notturna, disse il dottore. Li supererà. Poi una notte, mentre Cyndi metteva Ryan a letto, Ryan improvvisamente prese la mano di Cyndi....
Clic per leggere la storia di Ryan:

Per quasi 15 anni, il Dr.Tucker ha indagato sulle affermazioni fatte da bambini, di solito di età compresa tra 2 e 6 anni, che affermano di aver avuto vite passate. I bambini a volte sono in grado di fornire abbastanza dettagli su quelle vite che le loro storie possono risalire a una persona reale, raramente famosa e spesso del tutto sconosciuta alla famiglia, morta anni prima.
Tucker, uno dei pochi scienziati al mondo che studia il fenomeno, afferma che la forza dei casi che incontra varia.
Alcuni possono essere facilmente ignorati, ad esempio, quando diventa chiaro che le affermazioni innocue di un bambino arrivano all'interno di una famiglia che sente disperatamente la mancanza di una persona cara.

Ma in un certo numero di casi, come quello di Ryan, Tucker afferma che la spiegazione scientifica più logica per un'affermazione è tanto semplice quanto sbalorditiva: in qualche modo, il bambino ha ricordi di un'altra vita.
"Capisco il salto necessario per concludere che c'è qualcosa al di là di ciò che possiamo vedere e toccare", afferma Tucker, che è stato direttore medico della Clinica psichiatrica infantile e familiare dell'Università per quasi un decennio. "Ma c'è questa prova qui che deve essere spiegata, e quando guardiamo attentamente a questi casi, una sorta di riporto di ricordi spesso ha più senso."
Nel suo ultimo libro, Return to Life, Tucker descrive in dettaglio alcuni dei casi americani più avvincenti su cui ha studiato e delinea la sua argomentazione secondo cui le scoperte all'interno della meccanica quantistica, la scienza sconvolgente di come si comportano le particelle più piccole della natura, forniscano indizi per l'esistenza della reincarnazione.

"La fisica quantistica indica che il nostro mondo fisico può crescere dalla nostra coscienza", dice Tucker.
"Questa è un'opinione sostenuta non solo da me, ma anche da un certo numero di fisici."

Mentre ci si potrebbe aspettare che il suo lavoro susciti un acceso dibattito all'interno della comunità scientifica, la ricerca di Tucker, basata in parte sui casi accumulati in tutto il mondo dal suo predecessore, Ian Stevenson, morto nel 2007, ha suscitato poco scalpore. Michael Levin, direttore del Center for Regenerative and Developmental Biology presso la Tufts University, che ha scritto in una recensione accademica del primo libro di Tucker che ha presentato un "pezzo di ricerca di prim'ordine", ha detto che è perché gli attuali modelli di ricerca scientifica non hanno modo di dimostrare o sfatare le scoperte di Tucker.

"Quando peschi con una rete con una certa dimensione di buchi, non catturerai mai pesci più piccoli di quei buchi", dice Levin.
“Ciò che trovi è limitato da come lo stai cercando. I nostri metodi e concetti attuali non hanno modo di trattare questi dati.

Tucker, la cui ricerca è finanziata interamente da una sovvenzione, iniziò la sua ricerca sulla reincarnazione alla fine degli anni '90, dopo aver letto un articolo sul Charlottesville Daily Progress sull'ufficio di Stevenson che aveva vinto una borsa di studio per studiare gli effetti delle esperienze di pre-morte.
"Ero curioso all'idea della vita dopo la morte e se il metodo scientifico potesse essere usato per studiarla", dice Tucker.
Ha iniziato a fare volontariato all'interno del dipartimento di Stevenson e dopo alcuni anni si è ritrovato un ricercatore permanente in ufficio, dove i suoi compiti includevano la supervisione della codifica elettronica dei casi di reincarnazione di Stevenson.
Quella codifica ha richiesto anni - i fascicoli scritti a mano di Stevenson risalgono al 1961 - ma Tucker ha affermato che il lavoro stava fornendo intuizioni intriganti.
Circa il
70% dei bambini afferma di essere morto di morte violenta o inaspettata nella vita precedente.
 I maschi rappresentano circa i tre quarti di queste morti, quasi esattamente lo stesso rapporto di maschi che muoiono per cause innaturali nella popolazione generale.
Altri casi sono segnalati in paesi in cui la reincarnazione fa parte della cultura religiosa, ma Tucker afferma che non esiste alcuna correlazione tra quanto sia considerato forte un caso e le credenze di quella famiglia nella reincarnazione.
Un bambino su cinque che riferisce di una vita passata afferma di ricordare l'intervallo, il tempo tra la morte e la nascita, sebbene non vi sia una visione coerente di come sia. Alcuni affermano di essere stati nella "casa di Dio", mentre altri affermano di aver aspettato vicino a dove sono morti prima di "entrare" nella loro madre.
Nei casi in cui la storia di un bambino è stata fatta risalire a un altro individuo, il tempo mediano tra la morte di quella persona e la nascita del bambino è di circa 16 mesi.

Ulteriori ricerche di Tucker e altri hanno dimostrato che tali bambini hanno generalmente un QI superiore alla media e non possiedono alcun disturbo mentale o emotivo oltre i gruppi medi di bambini.
Nessuno sembra essersi dissociato da situazioni familiari dolorose.
Quasi il
20 per cento dei bambini studiati ha voglie simili a cicatrici o anche deformità insolite che corrispondono strettamente a segni o ferite che la persona di cui il bambino ricorda la vita ha ricevuto al momento o in prossimità della sua morte.
La maggior parte delle affermazioni dei bambini in genere si attenua intorno ai 6 anni, coincidendo grosso modo con quello che secondo Tucker è il momento in cui il cervello dei bambini si prepara per una nuova fase di sviluppo.
Nonostante la natura ultraterrena delle loro storie, quasi nessuno dei bambini mostra segni
 di essere particolarmente illuminato, dice Tucker.

"La mia impressione sui bambini è che mentre alcuni fanno affermazioni filosofiche sulla vita, la maggior parte
sono solo ragazzi tipici. Potrebbe essere una situazione simile a non essere più intelligente il primo giorno
della prima elementare di quanto non fossi l'ultimo giorno dell'asilo."

Altre spiegazioni


Cresciuto come battista nel sud nella Carolina del Nord, Tucker ha soppesato altre spiegazioni più terrene del fenomeno.
Ha esaminato la frode, forse per guadagno finanziario o fama. Ma la maggior parte delle affermazioni di solito non porta a un contratto cinematografico e molte delle famiglie che Tucker ha incontrato, in particolare in Occidente, sono riluttanti a parlare pubblicamente del comportamento insolito del loro bambino. Tucker ha anche preso in considerazione un semplice gioco di fantasia infantile, ma ciò non spiega come i dettagli che i bambini offrono a volte possano ricondurre a un particolare individuo.
"Sfida la logica ipotizzare che sarebbe solo una coincidenza", dice.
In molti casi sono probabilmente presenti ricordi errati dei testimoni, afferma Tucker, ma ci sono dozzine di casi in cui le persone hanno preso appunti su ciò che i bambini stavano dicendo quasi dall'inizio.
"Nessuna di queste possibilità spiegherebbe anche alcuni degli altri schemi, come l'intenso attaccamento emotivo
 che molti bambini hanno a questi ricordi, come ha mostrato Ryan"
, dice Tucker.
Tucker ritiene che il numero relativamente piccolo di reclami che lui e Stevenson hanno raccolto negli ultimi cinquant'anni, specialmente dall'America, sia in parte dovuto al fatto che i genitori potrebbero respingere o fraintendere ciò che i loro figli stanno dicendo loro. "Se i bambini ricevono un messaggio e non vengono ascoltati, smetteranno di parlare.
Vedono che non sono supportati. La maggior parte dei bambini mira a compiacere i propri genitori.

Come esattamente la coscienza, o almeno i ricordi, di una persona possano trasferirsi a un'altra è ovviamente un mistero, ma Tucker crede che le risposte potrebbero essere trovate all'interno delle fondamenta della fisica quantistica.
Gli scienziati sanno da tempo che la materia come elettroni e protoni produce eventi solo quando viene osservata.

Un esempio semplificato: prendi la luce e falla brillare attraverso uno schermo con due fessure. Dietro lo schermo, metti una lastra fotografica che registra la luce. Quando la luce non viene osservata mentre viaggia, la lastra mostra che è passata attraverso entrambe le fenditure. Ma cosa succede quando si osserva la luce? La lastra mostra che le particelle passano attraverso solo una delle fenditure. Il comportamento della luce cambia e l'unica differenza è che viene osservata. C'è molto dibattito su cosa potrebbe significare. Ma Tucker, come Max Planck, il padre della fisica quantistica, crede che la scoperta dimostri che il mondo fisico è influenzato e persino derivato dal non fisico,
dalla coscienza.
Se questo è vero, allora la coscienza non richiede un cervello di tre libbre per esistere, dice Tucker, e quindi non c'è motivo di pensare che la coscienza finirebbe con esso.

"È concepibile che in qualche modo la coscienza possa essere espressa in una nuova vita".

Robert Pollock, direttore del Center for the Study of Science and Religion presso la Columbia University, ha affermato che gli scienziati hanno riflettuto a lungo sul ruolo che l'osservazione potrebbe svolgere nel mondo fisico,
ma le ipotesi al riguardo non sono necessariamente scientifiche.
"I dibattiti tra fisici incentrati sulla chiarezza e la bellezza di un'idea ma non sulla sua confutabilità sono comuni nella mia mente, ma non sono affatto dibattiti scientifici", afferma Pollock. “Penso che Planck e altri da allora che hanno osservato come si comportano queste particelle molto piccole, e poi hanno fatto inferenze sulla coscienza, stiano esprimendo una speranza. Va bene; Spero che abbiano ragione. Ma non c'è modo di smentire l'idea.
Tucker dice che la sua ipotesi si basa su qualcosa di più di un semplice pio desiderio.
"È molto più di una speranza."Avere prove positive dirette per una teoria può avere valore,
anche se non è possibile una prova negativa contro di essa."

La vita passata di Ryan

Cyndi Hammons non stava prendendo in considerazione nulla di tutto ciò quando suo figlio in età prescolare si stava indicando in una foto di oltre 80 anni fa. Voleva sapere chi fosse quell'uomo.
Il libro non ha fornito alcun nome degli attori nella foto, ma Cyndi ha rapidamente confermato che l'uomo che Ryan ha definito "George" nella foto era davvero un George,
https://it.wikipedia.org/wiki/George_Raft)
 una star del cinema quasi dimenticata degli anni '30 e '40. , non riusciva a identificare l'uomo che Ryan diceva fosse lui.
Cyndi ha scritto a Tucker, che ha trovato attraverso la sua ricerca online, e ha incluso la foto. Alla fine è finita nelle mani di un archivista cinematografico, che, dopo settimane di ricerca, ha confermato il nome dell'uomo accigliato:
Martin Martyn, una comparsa non accreditata nel film.

Tucker non aveva condiviso quella scoperta con la famiglia Hammons quando si recò a casa loro poche settimane dopo.
Invece, ha disposto le foto in bianco e nero di quattro donne sul tavolo della cucina. Tre di loro erano casuali.

Tucker ha chiesto a Ryan: "Qualcuno di questi significa qualcosa per te?"
Ryan studiò le immagini. Ne indicò uno. Sembra familiare, ha detto.
Era la moglie di Martin Martyn.

Non molto tempo dopo, Tucker e gli Hammons si sono recati in California per incontrare la figlia di Martyn, che era stata rintracciata dai ricercatori che lavoravano con Tucker a un documentario. Tucker si è seduto con la donna prima del suo incontro con Ryan. Era stata riluttante ad aiutare, ma durante la sua conversazione con Tucker, ha confermato dozzine di fatti che Ryan aveva fornito su suo padre.
Ryan ha detto che ha ballato a New York. Martyn era un ballerino di Broadway. Ryan ha detto che era anche un "agente" e che le persone in cui lavorava avevano cambiato nome. Martyn ha lavorato per anni in una nota agenzia di talenti di Hollywood, dove spesso vengono creati nomi d'arte, dopo la fine della sua carriera di ballerino.

Ryan ha detto che il suo vecchio indirizzo aveva "Rock" nel nome. Martyn viveva all'825 North Roxbury Dr. a Beverly Hills. Ryan ha detto di conoscere un uomo di nome Senatore Cinque. La figlia di Martyn ha detto di avere una foto di suo padre con un senatore Ives, Irving Ives, di New York, che ha prestato servizio al Senato degli Stati Uniti dal 1947 al 1959.
E sì, Martin Martyn aveva tre figli. La figlia ovviamente conosceva i loro nomi.


L'incontro successivo tra Ryan e la figlia di Martyn non andò bene. Ryan le strinse la mano e poi si nascose dietro Cyndi per il resto del tempo. Più tardi disse a sua madre che l'“energia” della donna era cambiata.
Cyndi ha spiegato che le persone cambiano quando crescono.
"Non voglio tornare [a Hollywood]", ha detto Ryan. "Voglio sempre mantenere questa famiglia."
Nelle settimane che seguirono, Ryan parlò meno di Hollywood. Tucker dice che succede spesso quando i bambini incontrano la famiglia di qualcuno che affermavano di essere stati. Sembra convalidare i loro ricordi, rendendoli meno intensi.
"Penso che vedano che nessuno li sta aspettando nel passato", dice Tucker.
 “Alcuni di loro si rattristano per questo, ma alla fine lo accettano e rivolgono la loro attenzione più pienamente al presente.
Sono più coinvolti nell'esperienza di questa vita, che, ovviamente, è quello che dovrebbero fare.
 

RACCONTI BIBLICI E REINCARNAZIONE (16/03/23)

Antico Testamento
Innanzitutto, consideriamo i testi dell'Antico Testamento. Nel narrare la sua chiamata alla profezia, Geremia affermò:
Ora la parola del Signore mi fu rivolta, dicendo: "Prima di formarti nel grembo materno, io ti conoscevo; e prima che tu nascessi, ti ho consacrato e ti ho costituito profeta delle nazioni" (Geremia 1:45).
Questo passaggio suggerisce chiaramente che Geremia esisteva in una
parte non terrena della creazione prima che fosse concepito.
 Questo per dire che la preesistenza è riconosciuta dalle Scritture e che gli esseri umani non vengono all'esistenza solo alla nascita.
Se esistevamo prima della nascita, quel periodo di esistenza include, o può includere, un tempo sulla terra? Perché no?

L'uomo nato cieco
Passiamo ora ad alcuni passaggi del Nuovo Testamento relativi alla reincarnazione. Discuteremo prima il racconto della
guarigione del cieco dalla nascita (Giovanni, capitolo 9). Il cieco, a quanto pare, sedeva spesso sul ciglio della strada a chiedere l'elemosina. Mentre Gesù ei suoi discepoli gli passavano accanto, una domanda agitava le menti dei discepoli. E così hanno chiesto:
Rabbi, chi ha peccato, quest'uomo o i suoi genitori, perché nascesse cieco? (Giovanni 9:2).
Dovremmo riflettere attentamente su questa questione a causa della sua importanza nel contesto della nostra discussione sulla reincarnazione. La domanda indica che i discepoli credevano, o sapevano, che era possibile che un bambino nascesse cieco a causa del peccato del bambino. I discepoli erano, naturalmente, abbastanza intelligenti e saggi da sapere che qualsiasi punizione per essere nati ciechi poteva essere dovuta solo a un peccato commesso prima della nascita.
In altre parole, i discepoli non avrebbero posto la domanda se non avessero ritenuto possibile
che una persona commettesse un peccato prima della nascita.

Se una persona deve essere fatta soffrire sulla terra per un torto fatto prima della nascita, tale torto avrebbe potuto essere fatto solo sulla terra in una precedente vita terrena. Pertanto, la domanda che i discepoli fecero a nostro Signore Gesù Cristo implicava che essi credevano nella reincarnazione.
È importante per noi sottolineare che la risposta data da Gesù non contraddice in alcun modo una credenza nella reincarnazione.
Si dice che Gesù abbia detto:
Non è che lui o i suoi genitori abbiano peccato, ma perché in lui si manifestassero le opere di Dio (Giovanni 9:3).
Ciò significa che "in questo caso particolare, la causa della cecità non era dovuta al peccato dell'uomo né al suo
genitori. La risposta di Cristo non dovrebbe essere interpretata nel senso
che non ci sono casi in cui l'avversità o l'infermità è dovuta al peccato di un uomo.

Giovanni Battista
Sia Matteo (11:1-15) che Luca (7:19-28) riportano ciò che Gesù pensava di Giovanni Battista. Giovanni Battista udì,
mentre era dentro la prigione, sulle attività di Gesù. Mandò due dei suoi discepoli ad andare a scoprire se Gesù fosse davvero colui
"...che deve venire, o dobbiamo cercarne un altro?" (Matteo 11:3; Luca 7:20).
Molti Cristiani probabilmente se lo sarebbero chiesti.
 Perché Giovanni Battista avrebbe mandato delle persone a scoprire per lui chi era Gesù? Giovanni aveva battezzato Gesù al fiume Giordano prima che Gesù iniziasse la sua missione. Il racconto di Matteo di quell'occasione suggerisce che Giovanni Battista riconobbe Gesù, che sapeva chi era Gesù, come indica il passaggio seguente:
Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni lo avrebbe impedito, dicendo: "Ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?"
Ma Gesù gli rispose: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Poi acconsentì (Matteo 3:13-15).

Va notato che il racconto di San Marco del battesimo di Gesù non contiene nulla che indichi se Giovanni Battista abbia riconosciuto o meno Gesù (Marco 1:9-12). Matteo sbagliava nel riferire che Giovanni Battista sapeva esattamente chi era Gesù quando lo battezzò?
Se Giovanni Battista riconobbe Gesù al momento del battesimo, quali azioni successive intraprese? Si era dimenticato dell'evento quando inviò i suoi seguaci o la sua fede aveva vacillato in prigione? Ovviamente la sua fede non poteva vacillare; poiché il suo coraggio e la forza della sua convinzione erano estremamente grandi. E abbiamo l'autorità di Cristo che era molto più di un profeta e che "tra i nati di donna, non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista". Queste considerazioni sono in qualche modo una digressione da allora non toccano la questione della reincarnazione, l'argomento di questo libro.
Ciò che è di grande rilevanza per la reincarnazione è una dichiarazione fornita da Matteo nel racconto di questo incidente:
E se sei disposto ad accettarlo, è Elia che deve venire. Chi ha orecchi per intendere, intenda. (Matteo11:14-15).
E se vuoi capire cosa intendo, lui è Elia, colui che i profeti dissero sarebbe venuto. E se mai eri disposto ad ascoltare, ascolta ora! (Matteo 11:14-15, Il Nuovo Testamento vivente).

Qui in un linguaggio chiaro, lo scrittore di Matteo dice che Giovanni Battista è la reincarnazione di Elia. Come abbiamo già discusso, il popolo ebraico si aspettava che Elia si reincarnasse "prima della venuta del grande e terribile giorno
del Signore». È chiaro dal suo Vangelo che Matteo credeva fermamente che il tempo di Gesù Cristo fosse il «giorno grande e terribile del Signore». Per questo poté affermare, senza alcuna esitazione, che Giovanni Battista era il reincarnazione di Elia.
Si noti che Giovanni Battista fu concepito e partorì bambino da Elisabetta, moglie di Zaccaria.
Non è apparso sulla scena da adulto, come ci si aspetterebbe se fosse accaduto un semplice ritorno del corpo fisico di Elia.
Con questa affermazione, l'autore del Vangelo secondo Matteo fa due punti:
primo, la reincarnazione è un fatto; secondo, Elia si è reincarnato come Giovanni Battista.

Il primo punto conferma il fatto che la credenza nella reincarnazione era diffusa al tempo di Gesù ed era accettata dai suoi seguaci. Alcune sette cristiane oggi credono, sulla base di questo passaggio di Matteo, che Giovanni Battista
fosse davvero una reincarnazione di Elia. Ma su questo ci sono molti dubbi.
Il racconto di San Luca della stessa visita dei discepoli di Giovanni Battista a Gesù è lo stesso di quello di Matteo con un'importante eccezione: Luca omette completamente l'affermazione che Giovanni Battista era Elia.
Un'affermazione che sembra simile all'affermazione di Matteo si trova nel racconto di San Luca della predizione della nascita di Giovanni Battista. L'angelo Gabriele apparve a Zaccaria per dirgli che sua moglie, Elisabetta, avrebbe partorito un figlio che si sarebbe chiamato Giovanni. L'Angelo descrisse l'attività di Giovanni Battista nei seguenti termini:
E andrà davanti a lui nello spirito e nella potenza di Elia per convertire i cuori dei padri verso i figli e i disobbedienti verso la saggezza dei giusti; preparare un popolo  per il Signore (Lc 1,17. ).
Bisogna ammettere che non è esattamente chiaro come debba essere interpretata la frase "nello spirito e nella potenza di Elia". L'edizione popolare della Bibbia di Gerusalemme traduce la stessa espressione come "con lo spirito e il potere di Elia", che non è affatto più chiara.
La frase potrebbe essere interpretata nel senso che lo spirito di Elia e lo spirito di Giovanni Battista sarebbero la stessa cosa.
Ciò sarebbe d'accordo con il punto di vista di Matteo secondo cui Giovanni Battista era una reincarnazione di Elia.
Ma la stessa frase potrebbe anche essere interpretata diversamente per indicare semplicemente che Giovanni Battista avrebbe svolto la sua missione in maniera molto simile a quella del profeta Elia. Si trova un argomento a favore di quest'ultima interpretazione
in Giovanni 1:21. In un'occasione, sacerdoti e Leviti furono inviati da Gerusalemme per chiedere a Giovanni Battista chi fosse.
Disse loro che non era il Cristo.
E gli chiesero: E allora? Sei Elia? Ha detto, non lo sono (Giovanni 1:21).
Disse anche che non era il profeta che Dio aveva promesso (in Deuteronomio 18:15) di suscitare tra i Leviti. Disse che era colui di cui Isaia disse: "la voce di uno che grida nel deserto, raddrizza la via del Signore".
Sembrerebbe, quindi, che mentre Matteo aveva ragione nella sua credenza di fondo nella reincarnazione, la sua specifica affermazione che Giovanni Battista fosse la reincarnazione di Elia non era corretta.
Ciò non indebolisce in alcun modo la tesi della reincarnazione. Si può avere ragione su un punto generale e tuttavia avere torto su un punto specifico. L'errore sullo specifico non implica un errore nel generale.
Notiamo ancora una volta che i sacerdoti e i Leviti chiesero espressamente a Giovanni Battista se fosse Elia.
La domanda implica ancora una volta che i sacerdoti ei Leviti credevano nella reincarnazione, altrimenti, non penserebbero che Giovanni Battista potrebbe essere Elia. E non è necessario che chiedano se Giovanni Battista stesse operando in modo simile a Elia; loro stessi potevano dire se era così o no. In altre parole, i sacerdoti e i Leviti interpretavano la frase
"nello spirito e nella potenza di Elia" nel senso della reincarnazione.
La Trasfigurazione
Il nome di Elia riappare nei racconti della Trasfigurazione data da Matteo (17,1-13) e da Marco
(9:1-13). Gesù era salito su un alto monte in compagnia di tre discepoli: Pietro, Giacomo e Giovanni.
Mentre erano lì, i discepoli furono testimoni di uno spettacolo spirituale profondamente commovente che è diventato noto come la Trasfigurazione. Il volto di Gesù è cambiato. "E le sue vesti divennero splendenti, di un candore intenso...
E apparve loro Elia con Mosè, e conversavano con Gesù" (Mc 9,3-5).

Una nuvola li avvolse e una voce fuori dalla nuvola dichiarò:
'Questo è il mio amato Figlio, con il quale sto ben lieto; ascoltatelo» (Mt 17,5).
 Per i discepoli l'evento fu un'ulteriore conferma che il loro Maestro era davvero
il Figlio di Dio. Ma hanno anche ricordato l'insegnamento degli  Scribi (presumibilmente basati sulla profezia registrata in Malachia
4:5) che Elia deve venire prima del Messia. Quindi, loro, chiesero chiarimenti a Gesù:
 "Perché gli scribi dicono che deve venire prima Elia?" In risposta, si dice che Gesù abbia detto:
Ma io vi dico che Elia è già venuto, e non lo conoscevano, ma gli facevano quello che volevano (Matteo17:12).

Ma io vi dico che Elia è venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui (Mc 9,13).
Le due affermazioni coincidono sostanzialmente. E mostrano Gesù come conferma della verità della profezia
che Elia si sarebbe reincarnato e affermando che Elia si era già reincarnato. Ma Gesù non rivela l'identità dell'Elia reincarnato.
Matteo aggiunge poi un'affermazione che non è in Marco:
"Allora i discepoli capirono che parlava loro di Giovanni il Battista" (Mt 17,13).
Questa è una ripetizione del punto di vista dell'autore di questo Vangelo che Giovanni Battista era una reincarnazione di Elia (Matteo 11: 14 15).Matteo dà qui l'impressione che questa visione fosse sostenuta anche dai tre discepoli - Pietro, Giacomo e Giovanni - che erano in compagnia di Gesù in occasione della Trasfigurazione.
Abbiamo già notato che questa relazione tra Elia e Giovanni Battista è di dubbia validità.
Il dubbio si basa sulla dichiarazione dello stesso Giovanni Battista che lui
non era Elia (Giovanni 1:21). La risposta di Gesù può però essere interpretata come una conferma che Elia
si era reincarnato; ma non ci viene detta l'identità della sua reincarnazione.
"Chi dicono gli uomini che io sia?"
Una domanda che Gesù pose ai suoi discepoli portò a quella che è diventata nota come la Grande Confessione di Pietro, ed è registrata in tutti i vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca). Gesù ei suoi discepoli erano a Cesarea di Filippo quando chiese loro:
"Chi dicono gli uomini che io sia?" (Marco 8:27).
E gli dissero: Giovanni Battista, e altri dicono Elia;e altri, uno dei profeti (Mc 8,28).
Non è la confessione di Pietro che ci interessa qui, ma piuttosto la domanda di cui sopra e la risposta. Il modo in cui la domanda è stata inquadrata e il tipo di risposta che i discepoli hanno dato indicano una credenza di fondo nella reincarnazione.
È ragionevole presumere che, almeno, alcune persone sapessero che Gesù era il figlio di Maria, la moglie di Giuseppe il carpentiere. Questo fatto non era una delle risposte date dai discepoli. Non poteva essere che tutte le persone ignorassero questo fatto, ma piuttosto che una tale risposta sarebbe stata inappropriata.
La domanda di Cristo era spirituale. Non stava chiedendo chi la gente pensava che fosse in senso terreno ma in senso spirituale.
I discepoli lo capirono, e fu la comprensione che portò alla Grande Confessione di Pietro.
Ma, nella stessa comprensione, hanno fornito il punto di vista della gente comune.
Queste persone pensavano che Gesù fosse Elia, Geremia o uno dei profeti; un pensiero che poteva provenire solo dalla loro fede nella reincarnazione e dal loro ricordo di vecchie profezie. Gesù era, ed è, una parte di Dio e non poteva, quindi, essere la reincarnazione di alcun profeta. Questa è stata la lezione chiave.
Ma un'altra importante lezione per noi è la conoscenza di quanto sia diffusa la credenza nella reincarnazione al tempo di Gesù Cristo. Cristo non aveva bisogno di dire alla gente di accettare l'idea della reincarnazione, perché l'avevano già fatto.
E se l'idea non era valida Gesù aveva molte occasioni per dirlo ai discepoli.

Erode collega Giovanni Battista con Elia
Un'ulteriore indicazione di quanto fosse diffusa l'idea della reincarnazione e l'aspettativa che Elia si sarebbe reincarnato furono le speculazioni di Erode e delle persone intorno a lui quando sentì parlare per la prima volta dei miracoli di Gesù.
Si diceva che Erode fosse perplesso e, secondo Marco, pensava persino che Giovanni il Battista fosse risorto dai morti e lui (il re Erode) disse che Giovanni il Battista era risorto dai morti, e quindi si manifestano opere potenti
in lui. Altri hanno detto che è Elia. E altri hanno detto che è un profeta, o come uno dei profeti. Ma quando Erode lo seppe, disse:
 È Giovanni che ho decapitato; è risorto dai morti (Mc 6,14-16). (versione King James autorizzata).
Luca (9:7-9) riferisce in modo simile che la gente pensava che Gesù fosse Giovanni Battista risorto,
o una reincarnazione di Elia o uno degli antichi profeti.
Infine, un altro passaggio biblico che suggerisce fortemente la reincarnazione si trova nel messaggio alla Chiesa di Filadelfia:
Colui che vince lo farò colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà più... (Apocalisse 3:12). (versione King James autorizzata).
L'affermazione "non uscirà più" suggerisce che la norma, cioè l'aspettativa abituale, è di uscire ripetutamente. Questa uscita ripetuta si ferma solo per coloro che hanno vinto, hanno vinto tutti i peccati, hanno superato il Giudizio Universale, hanno raggiunto la piena maturità spirituale.  In altre parole, un'interpretazione molto ragionevole di questo passo dell'Apocalisse è nel senso del ciclo delle reincarnazioni, che termina solo con la completa maturità dello spirito.
Una volta che uno spirito ha raggiunto tale maturità, gli viene assegnato un posto in Paradiso e vi rimane per sempre. Le sue reincarnazioni sulla terra giungono al termine. Egli è diventato uno di coloro che "hanno lavato le loro vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell'Agnello" (Apocalisse 7:14).

  Fonte:  ---https://www.facebook.com/groups/890498255301117/permalink/938513477166261

L'ANIMA PUO' RIFIUTARE DI INCARNARSI SULLA TERRA? (12/01/23)

RISPOSTA di ANNE GIVAUDAN

Quello che desidero dire a tutte le persone che non vogliono essere sulla Terra è che se siete sulla Terra, è perché lo avete voluto, almeno la vostra anima ha tanto, tantissimo voluto incarnarsi. Non la voglia, dicendovi “mi divertirò tanto” ma semplicemente la voglia perché c’è la necessità di capire, di apprendere e di portare anche sulla Terra quello che si sa.

L’anima è naturalmente diversa dalla personalità che si può avere. La personalità può dire: “Ne ho abbastanza di stare sulla Terra”. L’anima stessa, ad un certo punto avrà voglia di portare avanti il suo contratto, di onorare il contratto che ha preso come impegno ed anche di dirsi che ha voglia di contribuire all’evoluzione del pianeta nonché di guarire delle vecchie storie che non sono guarite.

Non importa dunque se si deve ricominciare. Non si ricomincia mai allo stesso modo: è come una spirale che sale piano piano ed ogni volta che ci si reincarna c’è qualcosa in più: ci sono altre cose da scoprire e quando si finisce di scoprire tutte le possibilità date nell’incarnazione terrestre in quel momento l’anima può avere voglia di sperimentare o di andare su un altro pianeta oppure di tornare volontariamente per aiutare degli esseri della Terra nella loro evoluzione.

Non si tratta comunque di una questione di personalità.
La personalità può averne abbastanza ma l’anima che sta su un altro piano ad un altro livello, sa benissimo quello che ci serve e le incarnazioni che ci servono. Non si tratta dunque della decisione personale di un attimo perché all’improvviso uno non ne può più.
 

La risposta che ha dato il nostro Collaboratore: Claudio Mattone

ha poco senso quello che dice la Givaudan,anche se è l'anima ad aver preso una decisione - ma in realtà anche Sonia Benassi nell'intervista di Red Ronnie dice che esistono casi di anime che vengono "costrette" a ritornare quaggiù - spetta comunque a noi decidere cosa fare della nostra vita o esistenza, la nostra personalità, l'ambiente in cui viviamo, la nostra formazione ed educazione, le nostre conoscenze spesso volentieri possono essere alla base di molte delle nostre scelte, e non è raro che a volte si possano compiere scelte presuntamente contrarie al piano animico, ergo, sono cose che contano e che pesano, e dunque non possono essere escluse dall'esercizio del libero arbitrio come vorrebbe la Givaud - che intende escludere il fattore "personalità". Ma poi quante volte mi è capitato di leggere comunicazioni di entità che non erano riuscite a realizzare quanto si fossero proposte in regime pre-incarnativo....questo vuol dire che una anima non può avere una natura dispotica, oppure che le decisioni animiche pre-incarnative debbano essere per forza di cose indiscutibili o inderogabili...la stessa entità Andrea più volte ha sempre detto che lo spirito quaggiù sul piano materiale non ha alcun controllo degli eventi, e dunque, il caso potrebbe incidere parecchio sulle scelte - su questo punto concordo con l'entità Andrea, quante volte io mi ero prefissato da ragazzino di fare il pittore,una carriera artistica,quando poi oggi mi ritrovo a fare tutt'altro a causa di numerosi incidenti di percorso? Se non fosse stato per la mia intelligenza e la mia personalità che in certo qual modo mi hanno consentito di reagire a situazioni legate all'adolescenza,forse oggi non avrei una certa situazione di tranquillità. Sinceramente parlando, poi, se a me capitasse di andare incontro ad una situazione di estremo disagio come per esempio una malattia neurodegenerativa devastante non esisterei un solo istante ad andarmene un una clinica svizzera per farla finita,in tal caso manderei a quel paese persino la mia 'anima' e tutto il mondo spirituale.

E voi cosa ne pensate? Rispondeteci su Facebook: https://www.facebook.com/groups/

QUALCHE CONSIDERAZIONE SULLA REINCARNAZIONE  (20/11/22)
Il tema della reincarnazione è stato presentato nel gruppo ormai da anni, e non è un segreto quali siano le nostre opinioni sull'argomento. Sapevi che la reincarnazione, in una forma o nell'altra, è considerata un dato di fatto
da oltre due terzi della popolazione mondiale? Studiando la reincarnazione e la sua connessione con l'Occidente, abbiamo scoperto alcune cose che potrebbero interessarti.
Che l'anima umana sopravviva alla morte per essere reincarnata in seguito è una credenza più comunemente associata alla filosofia e alla religione orientali. Tuttavia, anche le idee di reincarnazione (rinascita in forma umana) e trasmigrazione (che comprende la possibilità di ritornare come forma di vita inferiore) hanno radici profonde nella civiltà occidentale.
La "Repubblica" di Platone, ad esempio, racconta la leggenda del guerriero Er, che torna in vita diversi giorni dopo essere stato ucciso in battaglia. Durante il suo tempo nel regno al di là, Er vede anime in attesa di rinascita, anime che sceglieranno esse stesse la forma della loro prossima incarnazione. Che scelgano bene o stupidamente, spiega Er, dipende dalle intuizioni acquisite durante le vite precedenti. prima di tornare sulla terra come esseri umani, le anime bevono dal fiume Lete, le acque dell'oblio, per cancellare ogni ricordo del passato.
La nozione di rinascita si è fatta strada nel pensiero di molti dei primi teologi cristiani, tra cui Origene, un egiziano di Alessandria, che ha insegnato che l'anima sperimenta vite successive fino a quando finalmente illuminata e senza macchia, è adatta per entrare in paradiso.
Tali punti di vista furono condannati come blasfemia da Papa Anastasio nel 400 dC, e la "dottrina mostruosa" di Origene fu dichiarata anatema dal Secondo Concilio di Costantinopoli nel 553.
Tuttavia, un certo numero di sette cristiane si aggrapparono alla credenza nella reincarnazione. Particolarmente influenti e duraturi furono i Catari  ("quelli purificati") della Francia medievale. Sebbene fossero spesso perseguitati dalla chiesa cattolica per eresia, i Catari  resistettero fino alla metà del tredicesimo secolo, quando molti dei loro membri furono massacrati durante un assedio cattolico della loro fortezza di Montsegur nei Pirenei francesi.
Se sei cristiano non devi preoccuparti che la reincarnazione sia in conflitto con il cristianesimo.
La Bibbia ha diversi riferimenti ad essa, in particolare ciò che Gesù dice ai discepoli che Giovanni Battista era anche Elia (Matteo 17:10-13). Tuttavia, la chiesa primitiva assunse un basso profilo sull'intera questione, principalmente perché confutava tutte le fedi orientali. Non possiamo dimenticare che la chiesa primitiva stava lottando per affermarsi contro molte altre fedi, quindi dichiarò semplicemente che tutti gli insegnamenti delle altre erano false dottrine e la reincarnazione era una di queste dottrine.

L'interesse occidentale per la rinascita dell'anima riprese vita a metà del diciannovesimo secolo, all'incirca nello stesso periodo in cui lo spiritismo - il cui principio fondamentale era la sopravvivenza dell'anima - divampò in America e in Europa.
In effetti, la parola "reincarnazione" è stata coniata dal fondatore di un gruppo scissionista spiritualista, il francese Allan Kardec. Sebbene lo spiritualismo tradizionale non abbia preso una posizione speciale sulla reincarnazione, Kardec ha insistito sul fatto che le rinascite erano necessarie per l'evoluzione dell'anima verso la perfezione.

Un'altra sostenitrice del diciannovesimo secolo per la reincarnazione fu Helena Petrovna Blavatsky,
la cui Società Teosofica prese in prestito idee orientali sulla reincarnazione.

Questi includevano il karma, la convinzione che il comportamento in una vita determina il destino nella successiva.
La reincarnazione è la migliore teoria per riconciliare un Dio/Creatore amorevole con gli evidenti orrori che si trovano nella vita. Molti dei "misteri" della vita scompaiono quando all'equazione si aggiunge la reincarnazione.
Dovremmo perfezionare la nostra anima la prima volta? Ti sei allacciato le scarpe al primo tentativo? Non probabile.
È la stessa cosa con la vita. Il compito più difficile che abbiamo è quello di perfezionare l'anima.
Non ha senso che Dio dia solo "una" possibilità per farlo. Chi può fare qualcosa di giusto la prima volta?
Quindi, dobbiamo avere maggiori opportunità di realizzare ciò che è più difficile.
È incoraggiante ed eccitante vedere sempre più persone in Occidente studiare e ricercare l'argomento della reincarnazione perché aggiungere la reincarnazione al puzzle di cosa sia la vita fornisce molte risposte necessarie per molti di noi,.

 https://www.facebook.com/groups/137479863131/

PERCHE' CI REINCARNIAMO? (17/05/22)

Che cosa ci guadagnano le anime ad incarnarsi in un feto che, per motivi vari, o per un aborto, non riesce a nascere?
Perché le anime sceglierebbero queste circostanze che risultano a loro dannose se il motivo
per cui vengono è migliorarsi, guarire o finire un percorso?
RISPOSTA DI ANNE GIVAUDAN

Quando ci si incarna, il caso non esiste; siamo noi a scegliere il tipo di incarnazione e il tipo di famiglia con la quale andremo a sperimentare la materia. Anche quando ci si incarna in un corpo fisico più debole o con problematiche, o in una famiglia con la quale ci sia la possibilità di un aborto, siamo sempre comunque noi a scegliere di vivere questa esperienza.

Come quando si prendono dei rischi salendo su un aereo, allo stesso modo, in quell’universo precedente all’incarnazione, può avvenire che alcune anime si assumano il rischio di incarnarsi sapendo che ci sarà la possibilità di un aborto.

Poi ci sono invece esseri che si incarnano in famiglie in cui l’aborto sarà una certezza e lo fanno in modo cosciente perché vogliono vivere e far vivere questa esperienza; un’esperienza sicuramente non facile, che si tradurrà in una sorta di piccola morte

anche per la famiglia, ma comunque voluta e scelta da tutti come mezzo per giungere a nuove comprensioni.

Questi esempi mostrano che, come appunto ho accennato prima, nulla avviene per caso, e c’è sempre un motivo al modo in cui ci si incarna. Durante le mie prime esperienze nella dimensione del pre-vita, una volta ho incontrato un’entità che stava per incarnarsi in un bambino che sarebbe morto di fame. Quando me lo ha detto mi sono posta le stesse domande di Coralie; ho pensato che fosse ridicolo e non ne vedevo la ragione, considerando soprattutto

tutti i problemi del genere che già ci sono nel mondo. In risposta ai miei dubbi, quell’essere mi ha detto che un motivo per questa sua scelta in realtà c’era e che quello che avrebbe appreso e che voleva vivere e far vivere era l’ultima compassione.

La sua spiegazione mi ha lasciata disorientata ed è stato lì che mi sono resa conta che erano tante le cose che ancora non sapevo rispetto ai motivi che possono portare un’anima a incarnarsi e, soprattutto, a incarnarsi in quel modo.

https://www.facebook.com/La-Verit%C3%A0-ci-Rende-Liberi-Advanced-Mind-102360544565544/

 GLI ANIMALI SI REINCARNANO? (11-10-21)

Quanti di noi che amiamo i "pelosetti", quando purtroppo le loro brevi vite finiscono, si saranno posti questa domanda!
 Li rivedremo in questa, o in un'altra vita? Ci aspettano? Perdere un animale da compagnia può essere un dramma per chi non ha ancora sperimentato dolori più grandi, ma è sempre uno shock che dobbiamo superare.
Allora giriamo la domanda a una famosa "channeler", Anne Givaudan autrice o coautrice di 29 libri tradotti in molti paesi, ha fatto della sua capacità di uscire dal corpo un metodo di lavoro e di inchiesta, affrontando da quel punto di vista straordinario i temi più svariati. Quando ha iniziato a scrivere, parole come “viaggio astrale”, “uscita dal corpo” e “mondi del dopo-vita”
 erano espressioni esoteriche, riservate a pochi.
Anne ha avuto il merito di divulgare questi argomenti e di descrivere universi di cui forse avevamo il presentimento senza osare crederci. Si definisce “una reporter dai mondi sottili”, oltre ad essere una terapeuta dell’anima e del corpo. Parla di queste altre dimensioni, dell’aldilà o della vita su altri pianeti come qualcosa di ovvio, perché tale è per lei, in base alla sua esperienza.

DOMANDA:

Buongiorno Anne, il nostro gatto ci ha lasciati il 30 Aprile. Il periodo tra una incarnazione e l’altra, per un essere umano, è di circa 200 anni. Un animale, e in particolare un gatto, ci mette lo stesso tempo?

RISPOSTA DI ANNE GIVAUDAN

Per gli animali é molto diverso, infatti possono ritornare sulla Terra molto velocemente, sicuramente in un tempo inferiore ai 200 anni, e possono reincarnarsi in un corpo della stessa razza, per esempio un gatto in un altro gatto, oppure cambiarla. Può anche accadere che vogliano rimanere nell’ambiente dei loro padroni fino alla loro morte, per stare loro vicino e ritrovarli poi successivamente. Esistono infatti dei piani intermedi dove, una volta abbandonato il nostro corpo fisico, ritroviamo gli animali che abbiamo amato. Essi sono dei piani che corrispondono al grado di evoluzione degli animali, che é diverso dal nostro e diverso anche da quello del mondo vegetale, sebbene ciò non significhi che nessuno di essi sia migliore o peggiore di un’altro.
 I legami affettivi riuniscono sempre gli esseri che si amano ; che siano di un regno o di un altro le  anime, se lo vogliono, si possono rincontrare tra di loro, aspettarsi, evolvere insieme e a volte reincarnarsi insieme.
Un animale può in effetti decidere di tornare a vivere sulla Terra con la stessa famiglia e in quel caso voi potrete riuscire a riconoscerlo ; magari attraverso una attrazione particolare che potete sentire verso, per esempio, un gattino appena nato, oppure grazie ad atteggiamenti che l’animale ha e che vi ricordano quelli del vostro precedente amico.

Un'altra domanda a cui risponde sempre Anne:

Per quale ragione le anime antiche hanno deciso di reincarnarsi in questo periodo di grande cambiamento?

RISPOSTA

Tante altre anime, oltre a quelle più antiche, hanno deciso di reincarnarsi in questo periodo. Le anime antiche sono quelle anime che hanno già vissuto molteplici incarnazioni; alcune di loro hanno acquisito una grande saggezza, altre meno. Alcune sono venute per “riparare” ciò che è avvenuto in altre vite. In questo periodo, quindi,

abbiamo, si, le antiche civiltà scomparse, come gli antichi Antlantidei, o i Lemuriani,che ritornano, ma insieme a loro anche tutte le persone che hanno voglia di aiutare, o di rimediare a ciò che è avvenuto alla loro epoca, durante i grandi passaggi. Questo perché la Terra è in un momento estremamente importante, un momento di mutazione, una mutazione che coinvolge anche i suoi abitanti; perciò è estremamente urgente e importante ritornare, sia per comprendere, sia per aiutare, sia per fare in modo che questo passaggio possa avvenire meglio rispetto a ciò che, per esempio, è successo ad Atlantide o in Lemuria. Questa è la ragione per cui stanno scendendo molte anime sulla Terra in questo momento, alcune delle quali hanno anche accelerato o rimandato il momento in cui reincarnarsi, in modo da poter ritornare proprio in questa epoca. Siamo infatti in un’epoca estremamente ricca, che appare anche pesante da un un certo punto di vista, ma semplicemente perché è il momento in cui abbiamo la possibilità di guarire tutte le nostre vecchie storie, tutto ciò che si è lasciato da parte e che non si è voluto guardare fino ad ora. Adesso si ha l’opportunità di passare ad altro, per entrare in una dimensione differente, ma possiamo entrare in questa dimensione solamente quando avremo guarito tutte le nostre vecchie storie.
FONTE: https://www.facebook.com/

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I PERCHE' DELLA REINCARNAZIONE (07-09-21)

<DOMANDA In che modo l'anima, che non ha conseguito la perfezione durante la vita corporea, può finire di purificarsi?
Risposta: Col subire nuove esistenze.
<DOMANDA Come compie l'anima queste nuove esistenze? Forse trasformandosi, ma rimanendo sempre allo stato di Spirito?
Risposta: L'anima, purificandosi, soggiace senza dubbio a trasformazione; ma per purificarsi le occorre la prova della vita corporea.
<DOMANDA Dunque l'anima ha più esistenze corporee?
Risposta: Si: noi tutti abbiamo avuto parecchie esistenze. Coloro che dicono il contrario, vogliono mantenervi nell'ignoranza, in cui sono essi stessi.
<DOMANDA Da questo principio sembra risultare che I'anima, dopo aver abbandonato un corpo, ne prenda un altro: il che vuol dire che essa si reincarna in un nuovo corpo. Ě cosi che va inteso?
Risposta: Precisamente.
<DOMANDA Qual è lo scopo della reincarnazione?
Risposta: Espiazione e miglioramento progressivo dell'umanità; senza di che, dove sarebbe la giustizia?
<DOMANDA II numero delle esistenze corporee è limitato, o invece lo Spirito si reincarna ripetutamente?
Risposta: Ad ogni nuova esistenza lo Spirito fa un passo nella via del prosogno delle prove della vita corporea.
<DOMANDA II numero delle incarnazioni è lo stesso per tutti gli Spiriti?
Risposta: No: chi progredisce rapidamente, si risparmia nuove prove. In ogni modo queste incarmazioni successive sono sempre numerosissime, poiché il progresso è quasi infinito.
<DOMANDA Che diventa lo Spirito dopo la sua ultima incarnazione?
Risposta: Spirito beato, perché puro.
<DOMANDA Conoscono gli Spiriti il tempo in cui si reincarneranno?
Risposta: Lo presentono, come il cieco sente il fuoco, a cui si avvicina.
Sanno che devono riprendere un corpo, come voi sapete che un giorno dovete morire, ma senza conoscere quando ciò avverrà.
<DOMANDA Dunque la reincarnazione è una necessità della vita spiritica, come la morte della vita corporea?
Risposta: Proprio cosi.
<DOMANDA Potrebbe avvenire che un feto nascituro non trovi uno Spirito, che volesse incarnarsi a lui?
Risposta: Il feto, ove debba nascere vitale, è sempre predestinato ad alberghare in una un'anima; nessuna cosa si crea senza ragione.
<DOMANDA Quando avviene I'unione dell'anima dal corpo?
Risposta: Essa incomincia alla concezione, ma non è perfetta che al momento della nascita. Dall'istante della concezione, lo Spirito che abiterà quel corpo, vi è unito per un legame fluidico, che diviene sempre più forte fino al punto nel quale il bambino vede la luce. Il grido che allora sfugge al neonato annuncia che egli fa parte dei viventi e dei servi di Dio.
<DOMANDA Nell'intervallo che passa fra la concezione e la nascita, gode lo Spirito di tutte le sue facoltà?
Risposta: Più o meno secondo il tempo, poiché egli non è ancora incarnato, ma solo collegato al suo corpo. All'atto della concezione di questo, lo Spirito è colto dal turbamento che lo avverte che è venuto il tempo di cominciare una nuova esistenza, e questo turbamento va crescendo fino alla nascita, nel quale intervallo lo stato dello Spirito è pressappoco quello di un incarnato durante il sonno del corpo. A mano a mano che l'istante del nascere si avvicina, gli s'intorbidano sempre più le idee, e si cancellano le memorie del passato, del quale, nato che sia alla vita terrena, non ha più coscienza, ma che poi gli risovvengono a poco a poco alla mente, quando sia tornato nel mondo degli Spiriti.
<DOMANDA Perché lo Spirito, nell'incarnazione, perde la memoria del suo passato?
Risposta:L'uomo non può, né deve saper tutto: cosi vuole Iddio nella sua sapienza. Senza il velo che gli copre certe cose, egli rimarrebbe abbagliato come chi passa immediatamente dall'oscurità alla luce. Per la dimenticanza del passato diventa più padrone di sé. Ad ogni nuova esistenza l'uomo intende di più, e sa meglio distinguere il bene ed il male. Dove sarebbe il merito se egli ricordasse tutto il passato? Allorché lo Spirito rientra nella sua vita normale egli si volge dinanzi tutto il suo passato: vede i falli commessi, che sono stati la causa del suo soffrire, e ciò che lo avrebbe potuto salvare dal commetterli e allora comprende la giustizia della sua condizione, e indaga in quale nuova esistenza potrebbe riparare ai mali della precedente. Sceglie all'uopo prove analoghe a quelle malamente subite, o le lotte, che crede valevoli a spingerlo innanzi nel bene, chiede a Spiriti più di lui progrediti di aiutarlo in quel nuovo suo compito, poiché sa che lo Spirito che gli sarà dato per guida nella nuova esistenza, cercherà di fargli riparare gli errori commessi, dandogliene una specie d'intuizione, la quale consiste nella forza con la quale quasi istintivamente si resiste ai cattivi pensieri, ai desideri illeciti, che spesso vi assalgono, forza di resistenza che voi ordinariamente attribuite all'educazione ricevuta, mentre è l'effetto della voce della coscienza, cioè della ricordanza del passato, che vi avverte di non ricadere negli antichi falli. Ora lo Spirito, entrato nella nuova esistenza, se sopporta le prove con coraggio, le supera, si eleva, e sale nella gerarchia.
<DOMANDA Gli uomini del nostro tempo sono una creazione nuova, o i perfezionati discendenti degli esseri primitivi?
Risposta: Sono i medesimi Spiriti tornati a perfezionarsi in nuovi corpi, ma ancora lontani dalla perfezione. Cosi la razza umana presente, che con il suo moltiplicarsi invade tutta la terra, e sostituisce le razze che si estinguono, avrà a sua volta il periodo di diminuzione, e sparirà, e allora la surrogheranno altre razze ancora più perfezionate, che discenderanno dalla presente, come gli uomini inciviliti odierni discendono dagli esseri bruti e selvaggi dei tempi primitivi.
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FONTE: https://www.facebook.com/groups/      -     DAL POST DI Luigi Nardi

Tutti i matrimoni sono stati programmati prima della reincarnazione? (04-09-21)

La risposta è sì e no.

Gli Spiriti hanno la possibilità di programmare eventuali matrimoni prima di reincarnare, ma una volta nel corpo fisico, possiamo cambiare rotta e sposare qualcuno che non era in programma. Questo accade perché delle volte siamo guidati dall’impulso del momento oppure abbiamo sposato la persona prevista dal piano reincarnatorio però la storia d’amore non è andata a buon fine, ci separiamo e ricostruiamo il nostro percorso con un altro individuo. In questo caso il nostro percorso si modificherà nel tempo.Per comprendere meglio i cambiamenti di rotta lungo la nostra esistenza, che fanno parte del nostro libero arbitrio, proviamo a immaginare la nostra reincarnazione come un navigatore GPS: abbiamo un luogo da raggiungere e il navigatore programma il percorso. Quando sbagliamo strada, tutto quello che il navigatore fa è riprogrammare il percorso su una strada alternativa perché possiamo comunque raggiungere il nostro obiettivo.  Nel libro “Estudando a Mediunidade” (Studiando la Medianità) di Martins Peralva, nel capitolo 18 vengono presentati cinque tipi di matrimoni possibili:

ACCIDENTALI:

Succede per attrazione momentanea, di anime ancora inferiori. Sono le persone che si incontrano, si vedono, si conoscono, si avvicinano, e da lì nasce il legame accidentale, senza alcun ascendente spirituale. Utilizzano il loro libero arbitrio, poiché costruiamo sempre il nostro destino attraverso di esso. Nel nostro mondo, tali matrimoni sono ancora comuni.

DI PROVA:

Ritrovo di anime per i necessari riequilibri alla loro evoluzione. Sono i più frequenti. È per questo che ci sono tante case dove regna la disarmonia, dove regna la sfiducia, dove i conflitti morali si trasformano spesso in dolorose tragedie. Dio permette la loro unione, attraverso le leggi del mondo, affinché, vivendo insieme quotidianamente, la Legge Maggiore, di fratellanza, possa essere esercitata da loro nelle lotte comuni. La buona volontà, la tolleranza e l'umiltà sono virtù che devono imparare.

Lo Spiritismo, per la conoscenza che diffonde, è un modo efficace per molte case in prova, per riassestarsi e consolidarsi, muovendo così i primi passi verso il Bene Infinito. Lo spiritista illuminato sa che solo lui pagherà per le proprie colpe, ma sempre confidando sull'aiuto divino.

DI SACRIFICIO:

Dio permette in questo caso, la ri-unione di un'anima illuminata con un'anima inferiore, con l'obiettivo di redimere quella che si è persa lungo la strada. Mettono insieme anime che possiedono virtù con anime con sentimenti opposti. Succede quando un'anima illuminata o evoluta si propone di aiutare chi è ha ritardato nel viaggio di ascensione.

È il caso del personaggio “Livia” nel romanzo “Duemila Anni fa” (Emmanuel/Chico Xavier), che sposa Publio Lentulio e sopporta una vita di sacrifici per amore verso quest’anima ancora accecata dall’orgoglio. Livia, anima molto elevata, soffre non per scontare un karma ma per amore verso il suo compagno. L’elevatezza dello Spirito che si “sacrifica” si vede dal modo in cui affronta le prove della vita matrimoniale, con consapevolezza, rassegnazione e amore.

AFFINI:

Attraverso la legge dell'affinità si trovano i cuori amici che consolidano gli affetti. Non molto comuni sulla Terra. Sono quelli che raccolgono anime illuminate e che si amano molto. Sono Spiriti che, attraverso il matrimonio, nel dolce tepore di casa, consolidano antichi legami affettivi. Programmano il loro incontro prima di reincarnare e hanno una vita serena perché i problemi non fanno parte della loro relazione ma riguardano questioni esterne ai coniugi: figli, economia, salute, ecc.

TRASCENDENTALI:

Sono costituiti da anime che si incontrano, sul piano fisico, per le grandi realizzazioni di interesse generale. La vita di queste coppie ha uno scopo più alto: il bene dell’umanità. L'ideale del Buono e del Bello riempie le loro ore e i loro minuti, riempiendo le loro anime di felicità, sopra tutte le volgarità terrene, sopra le emozioni inferiori, l'amore puro e sacro È evidente che il matrimonio, sacro nelle sue origini, ha riunito sotto lo stesso tetto i più svariati tipi evolutivi, il che dimostra che l'unione, sulla Terra, opera talvolta come mezzo per consolidare legami di pura affinità spirituale, e, in altri casi, soprattutto come strumento di riequilibrio. A volte la casa è un santuario, un tempio, dove le anime magnificate dalla giusta comprensione esaltano la gloria suprema dell'amore sublimato. Tuttavia, la maggior parte delle case funziona come “laboratorio di purificazione e ospedale”, dove, sotto il calore di dure prove e testimonianze dolorose, gli Spiriti fragili camminano lentamente verso la Vita Superiore.

Basato sul discorso di Jorge Elarrat in “Existe uma programação no plano espiritual para que ocorra o encontro dos casais no plano físico?” https://www.youtube.com/watch?v=pvRCFrUvUhg

Jorge Elarrat : laureato in ingegneria elettronica, è conferenziere e studioso dello Spiritismo.
Dal 1980 , svolge diverse attività con la gioventù, lavorando nelle aree di studio e nell'unificazione del movimento spiritista brasiliano con la Federazione Spiritista di Rondônia (FERO).

José Martins Peralva Sobrinho: è stato uno scrittore spiritista brasiliano. https://pt.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Martins_Peralva

IL MISTERO DELLA REINCARNAZIONE (26-11-20)
Di Michael Prescott

C'è una grande discrepanza nelle prove per l'Aldilà che mi ha sempre lasciato perplesso; non pretendo di avere la risposta, ma ho pensato di buttar giù  un'idea altamente speculativa.
La discrepanza riguarda la questione sempre spinosa della reincarnazione. Nella maggior parte delle esperienze di pre-morte e in una grande quantità di comunicazioni canalizzate, la reincarnazione non si manifesta. Alcuni presunti comunicatori sono addirittura arrivati ​​al punto di affermare con certezza che la reincarnazione è un mito.
Altre comunicazioni ricevute dai medium, tuttavia, dicono esattamente l'opposto. Inoltre, i ricercatori di vite passate che hanno ipnotizzato i loro soggetti non solo ottengono resoconti dettagliati delle vite precedenti, ma in alcuni casi ricevono descrizioni di una vita tra le vite in cui l'anima pianifica la sua prossima incarnazione.

L'incoerenza è più evidente nei resoconti del passaggio dell'anima all'Aldilà. Se ascoltiamo gli sperimentatori di pre-morte e molti presunti comunicatori spirituali, sentiamo che l'anima arriva nell'Aldilà senza ricordi di alcuna incarnazione fisica diversa da quella più recente. L'ambiente dell'Aldilà, almeno inizialmente, è un luogo per il riposo e il godimento casuale delle arti, del tempo libero e dell'apprendimento. Ma se ascoltiamo pazienti posti in una profonda ipnosi, sentiamo che l'anima arriva nell'Aldilà con un immediato richiamo a molte vite passate. L'anima è riunita con altre anime che conosce da varie incarnazioni terrene e da molti intermezzi nel mondo degli Spiriti. Inoltre, l'anima si imbarca quasi immediatamente in un programma di addestramento per prepararsi alla sua prossima incarnazione. Sebbene ci siano alcuni parallelismi tra i due racconti, le differenze sono sostanziali e apparentemente inconciliabili. Una spiegazione ovvia è che almeno uno di questi due elementi di prova non è affidabile.
Se dovessi buttare via una parte dei racconti dell'Aldilà, sceglierei il materiale ottenuto tramite l'ipnosi.

I soggetti ipnotizzati sono noti per la loro tendenza a confabulare - in altre parole a inventare resoconti di fantasia - per soddisfare le richieste esplicite o implicite dell'ipnotizzatore. Esperimenti di ipnosi condotti alla fine del XIX secolo suggeriscono fortemente che le capacità psi latenti di una persona possono essere notevolmente accentuate quando è sotto ipnosi; quindi, non escluderei la possibilità che il soggetto ipnotizzato stia effettivamente leggendo la mente dell'ipnotizzatore e semplicemente reiterando ciò che trova lì, creando una sorta di ciclo di feedback o  - folie a deux.

 Se questo è il caso, le prove degli studi sull'ipnosi possono essere di valore limitato. Nel frattempo, le prove delle esperienze di pre-morte e della medianità in generale mi sembrano molto più solide.
Tuttavia, potrebbe esserci un modo per riconciliare questi due gruppi di racconti molto diversi. Supponiamo che ogni tipo sia valido, ma che gli account provengano da fonti diverse. Per dirla chiaramente, cosa succederebbe se le storie raccontate dagli sperimentatori di pre-morte e dalla maggior parte dei comunicatori medianici provenissero dall'anima ordinaria, mentre le storie raccontate da soggetti ipnotizzati avessero origine dalla super anima?   
[Vedi: https://www.ampupage.eu/studio10.htm#PSI]

-Secondo alcune tradizioni mistiche, la nostra identità terrena, che potremmo caratterizzare come la nostra anima, è solo una parte di un'identità più ampia e completa conosciuta come Superanima o sé superiore.
Questa Superanima consente a vari aspetti di se stessa di incarnarsi in tempi e luoghi diversi al fine di sperimentare una varietà di condizioni nel mondo fisico. La Superanima stessa, sebbene connessa all'anima, ne rimane distinta, proprio come un albero può essere distinto da una foglia su uno dei suoi rami. Mentre l'albero e la foglia possono essere visti come un singolo organismo, possono anche essere visti come entità separate.
In questa prospettiva, l'anima individuale non si reincarna, poiché per farlo sarebbe necessario perdere l'identità individuale che aveva costruito nella sua prima (e unica) incarnazione. Invece, qualche altra parte della Superanima subisce la successiva incarnazione, forse portando con sé alcuni dei ricordi o karma acquisiti dalla prima anima nella sua avventura terrena. Potremmo paragonarlo a una staffetta, in cui la torcia viene passata da un corridore all'altro.

Ora, se c'è del vero in questo, potremmo forse ottenere un modo per conciliare l'apparente contraddizione tra le due versioni dell'Aldilà. Nella maggior parte dei casi, gli sperimentatori di pre-morte e i comunicatori medianici parlano dal punto di vista dell'anima individuale - in mancanza di una parola migliore, l'anima inferiore. D'altra parte, alcune delle entità canalizzate più elevate, così come le entità che comunicano quando un soggetto è in profonda ipnosi, rappresentano la Superanima e quindi forniscono una prospettiva diversa.
Dal punto di vista dell'anima inferiore, l'identità individuale non cambia molto nel passaggio alla vita successiva.
Non c'è memoria di alcuna precedente incarnazione e nessuna conoscenza di alcun piano generale. Lo scopo principale dell'Aldilà, almeno nelle sue fasi iniziali, è fornire un'opportunità di riposo e recupero, nonché una valutazione delle lezioni apprese.
Nel frattempo, dal punto di vista della Superanima, l'identità individuale viene largamente abbandonata o almeno ridotta al minimo durante il ritorno al mondo degli Spiriti. I ricordi di tutte le incarnazioni dei suoi componenti sono immediatamente disponibili e si imbarca rapidamente nello sviluppo di una strategia per la sua prossima incarnazione.

Questa distinzione potrebbe aiutare a chiarire qualcosa di piuttosto strano sulle affermazioni fatte dai soggetti ipnotizzati, che spesso sembrano distinguere tra loro e la persona che erano sulla terra. Uno di questi soggetti, per esempio, ha detto che si sentiva che una delle sue incarnazioni terrene era stata un'esperienza di apprendimento buona per lei e anche funzionato bene per la persona che ha servito come sua incarnazione. È piuttosto strano pensare all'anima che vede se stessa sia come persona incarnata che in qualche modo al di fuori della persona incarnata allo stesso tempo; ma questo paradosso potrebbe essere risolto se lo vedessimo come la Superanima che fa una distinzione tra se stessa e una delle sue anime inferiori.
In qualche letteratura canalizzata ci viene detto che l'anima - cioè, l'anima individuale o inferiore - è alla fine motivata a rinunciare alla sua vita di svago e a progredire verso dimensioni superiori del piano spirituale. La mia ipotesi suggerisce che questo avanzamento verso dimensioni superiori consista nel fondersi sempre più pienamente con la Superanima fin a quando, alla fine, la distinzione tra Superanima e Sub-anima è stata ampiamente cancellata. Naturalmente è anche possibile che la Superanima stessa possa aver bisogno di progredire e fondersi con altre anime superiori in una unità più ampia, e alla fine, forse, in quello che possiamo chiamare Dio stesso.

Una cosa degna di nota è che il livello di profondità delle esperienze di pre-morte sembra variare direttamente nella misura in cui il soggetto è esposto al cosiddetto Essere di Luce. Alcuni sperimentatori di pre-morte non incontrano affatto un Essere di Luce; altri vedono la Luce ma non interagiscono con essa; altri ancora stabiliscono una profonda connessione spirituale con la Luce.
Nella mia ipotesi, l'Essere di Luce - che a volte è caratterizzato come Gesù o Buddha o qualche altra figura religiosa - è in realtà la Superanima o il sé superiore. (Questa idea non è mia originale ; Kenneth Ring lo suggerisce in uno dei suoi libri.) Forse più un NDEr interagisce o si fonde con l'Essere di Luce, più profondamente l'esperienza lo colpisce e più da vicino continua a identificarsi con la Superanima, e per minimizzare l'importanza della sub-anima, anche dopo essere tornati alla vita terrena.
È anche possibile che quando preghiamo, le nostre preghiere siano dirette verso la Superanima; che i cosiddetti Angeli Custodi e Spiriti guida siano aspetti della Superanima e che le esperienze mistiche della "coscienza cosmica" implichino un'apprensione diretta, sebbene breve, della Superanima, o almeno di una parte più sostanziale di quella a cui normalmente possiamo accedere.

Come ho detto, questa è solo un'ipotesi speculativa. Sembra essere sostanzialmente coerente con diverse classi di prove e con alcuni importanti ceppi della tradizione mistica. Ma quando si ha a che fare con questo tipo di materiale, è saggio aggiungere questo avvertimento: tutto ciò che ho appena scritto potrebbe essere completamente sbagliato.
..
 

LA CRESCITA DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE
LA REINCARNAZIONE (08-11-19)
di Cerchio Firenze 77

Abbiamo parlato della legge secondo la quale ogni essere amplia sempre di più la sua coscienza, attraverso molteplici incarnazioni. Non è infatti possibile raggiungere in una sola incarnazione, per un essere, una coscienza tale da rispecchiare i più alti ideali morali e religiosi, diciamo cosi. Allora, l’essere deve conoscere molte incarnazioni. E che cosa sono queste incarnazioni? Sono esperienze in seno a determinati, molteplici ambienti. Cosi, l’Essere avrà esperienze come uomo e come donna, come intellettuale e come operaio, come principe, come regnante e come mendicante, ecc.., e attraverso tutte queste esperienze avrà stimoli ambientali e reazioni interiori tali che la coscienza si costituirà gradualmente.
Allora, la morte, questa cosa cosi spaventosa specialmente per l’uomo occidentale, diventa un motivo necessario in quanto gli consente di rinnovarsi psicologicamente, mentalmente, emotivamente; perché l’Essere avrà ad ogni incarnazione una personalità diversa, e soprattutto degli stimoli ambientali diversi, e quindi delle reazioni interiori diverse, in modo da coprire l’intera gamma delle esperienze necessarie alla costituzione della coscienza individuale.
Se osservate l’uomo che nasce, normalmente gioioso, pieno di vita se non debba scontare un karma, lo vedete allegro e col desiderio di andare incontro alla vita. Poi, man mano che procede nella vita, raggiunge una certa maturazione, poi l’anzianità, la vecchiaia, e col suo modo di fare comincia a non essere più tanto amato dai suoi simili, non più desiderato e gradito come era in gioventù. Questo è proprio un espediente della natura per staccarci dagli esseri che ci sono vicini e che riescono piano piano non dico a stancarci, ma a risultarci un po’ meno graditi, più sopportati che altro. Questo è proprio un ausilio che la natura dà all’uomo per non farlo soffrire troppo in occasione di certe momentanee separazioni.
La morte, quindi, è una cosa necessaria proprio perché dà all’essere la possibilità di rinnovarsi integralmente. Ma l’Essere non deve aspettare la morte per far questo: nel corso stesso della sua vita deve cercare ogni giorno di essere nuovo, di nascere nuovamente. Questo è il modo di mantenersi giovani.
La morte è trasformazione, e la trasformazione è continua…

Tratto da: MAESTRO PERCHE' - risposte dall'invisibile - di Cerchio Firenze 77
Fonte: https://blog.libero.it/ALFCOSMOS/13070857.html

 

I VANTAGGI DELLA REINCARNAZIONE (31-08-19)
Nel corso degli ultimi anni, molte persone hanno riflettuto sulle loro vite passate.
Alcune hanno seguito corsi di meditazione o si sono sottoposti a regressione ipnotica delle vite passate, nella speranza di scoprire chi fossero stati.
I medium a volte riportano vite passate per spiegare i problemi che si verificano nelle vite attuali, tra cui fobie e sfide ripetitive.
E le vite future?
Ogni volta che guardo o leggo le notizie tragiche che giungono da questo mondo tormentato mi chiedo cosa sceglierà la mia anima per la sua prossima vita. Sarà una progressione logica dalla mia vita attuale, come una continuazione del mio lavoro, o sarà qualcosa di completamente diverso? Spesso mi chiedo ciò pensando a tutti quelli che vivono come minoranze razziali, etniche e religiose solo perchè sono nati in un determinato contesto sociale.
Il mio io superiore deciderà che dovrò sperimentare qualcosa che un altro gruppo disprezzerà e attaccherà automaticamente?
I materialisti, ovviamente, pensano alla nascita come al risultato casuale della genetica, perchè il materialismo non considera l'idea che la coscienza pre-natale abbia deliberatamente scelto di essere qualcosa allo scopo di apprendere particolari lezioni.
I materialisti probabilmente diranno "Non puoi scegliere i tuoi genitori", per esempio o anche: "Hai solo una vita da vivere".
La teoria della reincarnazione suggerisce che abbiamo una vaga idea, prima di incarnarci, di chi saremo e di cosa faremo sulla terra. Le persone che credono e insegnano la reincarnazione spesso dicono che noi (la nostra anima stessa) sceglie molte delle circostanze della nostra vita.  In un certo senso è come essere un autore di fiction che disegna personaggi con determinati tratti come razza, genere, religione, status sociale e così via. Gli autori fanno spesso le loro scelte in base a ciò che il personaggio dovrebbe fare, apprendere o rappresentare nella finzione scenica.

Attualmente l'Occidente sta affrontando il problema razziale connesso alle grandi migrazioni dall'Africa e dal Centro-America, con gravi turbamenti socio-politici. Parte di ciò riflette pregiudizi, diffidenza e avversione radicati nei confronti di coloro che sono diversi. Un'altra parte è creata da certi discorsi politici costantemente seguiti ed esacerbati dai media, ma le dispute sulla razza non considerano le possibili implicazioni della reincarnazione. Ci rifletto spesso e mi chiedo: chi avrebbe mai scelto volontariamente di nascere in un determinato paese sapendo che sarebbe stata una vita così infernale da doverne fuggire per sopravvivere?
Quale motivazione spirituale ci sarebbe dietro qualcuno in fuga a migliaia di kilometri,a piedi, pagando coi suoi pochi risparmi per chiedere asilo in paesi con tradizioni, leggi,culture totalmente in antitesi con le proprie?

IL FUTURO DELL'ANIMA

Mi piace immaginare cosa potrebbe accadere se venisse ufficialmente dichiarato, dalla Scienza e dalle Religioni, che l'Aldilà e la Reincarnazione esistono...  Quale potrebbe essere l'impatto dopo un'estesa comunicazione con ipotetici luminari post-materiali (persone "decedute" che erano geni altamente produttivi mentre vivevano sulla terra)?
Come potrebbero cambiare le nostre esperienze terrene se si sapesse che ognuno di noi vive una varietà di situazioni
 - genere, razza, status, ecc. - nel corso di una serie di vite?
Dovremmo considerare seriamente che in alcune future esperienze di vita, potremmo finire per diventare membri di un gruppo vilipeso e oppresso.  Pensate a qualsiasi situazione in cui odiereste nascere; cosa succederebbe se la vostra anima stessa scegliesse quella situazione per le opportunità di crescita e di servizio? Naturalmente l'anima lo sceglierebbe con una comprensione più ampia della realtà su ciò che è veramente positivo e negativo a lungo termine.
Credo che pensare alla reincarnazione potrebbe essere salutare per allentare le tensioni attualmente esistenti. 
Se, per esempio, un maschio bianco si rendesse conto che potrebbe rinascere nel corpo di una donna di colore nella sua prossima vita, potrebbe essere più propenso a rendere la vita migliore per il suo Prossimo già da questa vita.
Ci sarebbe quindi altro da dire e agire in modo appropriato rispetto alla mera correttezza politica, o persino fare ciò che è moralmente ed eticamente giusto. Sarebbe nel nostro interesse collettivo rendere questo mondo un posto migliore per tutti.
La certezza della Reincarnazione potrebbe anche rendere più divertente la diversità.
Ogni vita sarebbe vista più consapevolmente come un'avventura nell'essere qualcosa di unico da quel che si era prima. 
Allo stato attuale delle cose alcune persone spesso ridicolizzano o degradano altre perchè sono diverse. E' lecito pensare che migliorerebbe se sapessero che parte della vita eterna sta scegliendo la diversità nella nostra catena di vite?

Gli insegnanti spirituali spesso affermano che il karma non è destinato a essere punitivo, ma riguarda piuttosto l'equilibrio.
 Siamo nella Scuola Terrestre per imparare e questo significa sperimentare una varietà di situazioni.  Ogni situazione di vita ha i suoi pro e i suoi contro nella realtà più grande, sicchè, ciò che può sembrare una punizione dal nostro punto di vista attuale potrebbe essere una proverbiale benedizione sotto mentite spoglie.  Il karma è stato illustrato al meglio da una donna transgender,
(https://paulastonewilliams.com/ ) riflettendo sulla sua transizione da maschio a femmina.
Disse che da maschio pensava di essere sensibile e imparziale nei confronti delle donne, ma quando finalmente è diventata donna, ha imparato enormi lezioni sulle discriminazioni e sui pregiudizi a cui era stata cieca in precedenza. Avendo vissuto essenzialmente due vite con un solo cervello, ha visto come le sue diverse situazioni le hanno portato nuove intuizioni.
Parte della soluzione alle tensioni sulla diversità in futuro potrebbe essere la diffusione dell'idea che ognuno è creato uguale in un senso più ampio di quanto attualmente percepito.
Qualunque cosa tu sia ora, potresti non esserlo la prossima volta, e potresti non esserci stato l'ultima volta.

FONTE: https://soulphonenews.com